Emergenza idrica nei rifugi delle Dolomiti bellunesi
La scarsità d'acqua ha raggiunto i rifugi delle Dolomiti in provincia di Belluno con conseguenze concrete sulla gestione quotidiana delle strutture: servizi igienici chiusi, razionamento delle riserve e ricorso ai rifornimenti tramite elicottero. La situazione interessa aree che vanno da Cortina d'Ampezzo a Alleghe e la Valle di Zoldo, colpendo sia i posti più frequentati dai turisti sia i punti di appoggio degli escursionisti che percorrono l'Alta Via.
I gestori descrivono una condizione di emergenza: le sorgenti che alimentano alcuni rifugi sono ormai quasi esaurite, le cisterne non riescono più a garantire acqua per i servizi e si è costretti a destinare la poca risorsa disponibile all'uso indispensabile, come la cucina e l'ospitalità notturna.
«Di conseguenza, le nostre riserve idriche non sono più sufficienti a garantire i servizi. La cisterna viene riempita dall’elicottero che fa circa 15 viaggi a settimana»
Il racconto del titolare del rifugio Vandelli, sul gruppo del Sorapiss, mette in luce come la mancanza d'acqua abbia già imposto la chiusura temporanea dei bagni pubblici dal 13 luglio. Il rifugio resta comunque aperto per il pernottamento e la ristorazione, ma con attività fortemente limitate.
Quali sono i problemi segnalati dai gestori
- Riduzione drastica delle sorgenti e prosciugamento di laghetti alpini;
- Riserve in cisterna insufficienti a coprire il fabbisogno quotidiano;
- Necessità di trasferire acqua con l'elicottero per garantire i servizi essenziali;
- Impatto sull'accoglienza di escursionisti e sul turismo giornaliero.
Un altro esempio proviene dallo Zoldano: il gestore del rifugio Sommariva al Pramperet segnala di avere una capacità di stoccaggio limitata, con circa 4.000 litri disponibili e un consumo giornaliero simile. In queste condizioni anche un rubinetto dimenticato aperto potrebbe costringere a sospendere bagni e docce per il giorno successivo, con riflessi sulla sicurezza e sul benessere di chi arriva disidratato dopo lunghe tappe.
| Rifugio | Problema principale | Misure in atto |
|---|---|---|
| Vandelli (Sorapiss) | Sorgenti esaurite, bagni pubblici chiusi | Rifornimento con elicottero (~15 viaggi/settimana) |
| Sommariva (Pramperet) | Stoccaggio limitato (4.000 l), consumo giornaliero elevato | Razionamento e monitoraggio dei consumi |
Implicazioni per escursionisti e territori
La carenza idrica nei rifugi ha impatti pratici immediati per chi frequenta la montagna: chi si ferma per la notte può trovare assenti i servizi igienici o le docce; chi percorre l'Alta Via e contava su punti di rifornimento potrebbe trovarsi in difficoltà. Per gli abitanti e gli operatori locali la situazione mette sotto pressione l'organizzazione del lavoro e i costi di gestione, dato che l'uso dell'elicottero comporta spese aggiuntive significative.
Le preoccupazioni espresse dai gestori, che parlano di una condizione che non ricordano nelle loro decine di anni di attività, rimandano a fenomeni più ampi legati al clima e alle precipitazioni: finché non si registreranno piogge consistenti, i rifugi continueranno a vivere «alla giornata», con risposte emergenziali che non sono sostenibili a lungo termine.
Cosa fare se si va in montagna
- Verificare prima della partenza lo stato dei rifugi e dei servizi sul percorso;
- Portare scorte personali di acqua e dispositivi per il trattamento dell'acqua, se possibile;
- Rispettare le regole di conservazione dell'acqua nei rifugi: evitare sprechi e segnalare eventuali perdite o rubinetti aperti;
- Considerare alternative di tappa in caso di servizi non disponibili.
La situazione resta sotto osservazione. I gestori chiedono precipitazioni e interventi che possano garantire la continuità dei servizi essenziali, mentre le autorità locali e i gestori dei sentieri sono sollecitati a monitorare la situazione per tutelare la sicurezza di residenti e visitatori.
Impatto concreto: la scarsità idrica non è un problema solo logistico, ma influisce su fruizione turistica, sicurezza degli escursionisti e sostenibilità economica dei rifugi, elementi centrali per il territorio bellunese in piena stagione estiva.