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Belluno: polemica sugli alberi di Viale Fantuzzi, associazioni denunciano abbattimenti e assenza di pareri

Italia Nostra e Onda Veneto contestano il progetto comunale di riqualificazione di Viale Fantuzzi che prevede l'abbattimento di 24 alberi; le associazioni parlano di piante sane sacrificate e segnalano la mancata consultazione della Soprintendenza.

Belluno: polemica sugli alberi di Viale Fantuzzi, associazioni denunciano abbattimenti e assenza di pareri
©Illustrazione IA Sonia De Bona / we-news.com

Controversia sul viale storico: rischiano 24 alberi, scatta la protesta delle associazioni

A Belluno torna al centro del dibattito pubblico la gestione del patrimonio arboreo cittadino. Le associazioni Italia Nostra e Onda Veneto hanno sollevato critiche nei confronti del progetto di riqualificazione di Viale Fantuzzi, inserito nel programma SISUS (Azione 2.7.1 – “Infrastrutture verdi”). Secondo le organizzazioni, il piano prevederebbe l'abbattimento di 24 alberi — in particolare 23 ippocastani e 1 tiglio — per la realizzazione di un corridoio ecologico.

Le associazioni denunciano che la proposta risulterebbe paradossale: intervenire pesantemente su un'infrastruttura verde che, a loro dire, esiste da oltre 70 anni e svolge una funzione consolidata per la città. Dal materiale fornito da Italia Nostra e Onda Veneto emerge che soltanto 11 degli esemplari destinatI all'abbattimento sono accompagnati da certificazione che ne attesta un elevato rischio di pericolosità; per le restanti 13 piante si tratterebbe di individui in buone condizioni.

"Abbattimenti ingiustificati in nome di una falsa transizione ecologica. Manca l’autorizzazione della Soprintendenza"

Le critiche delle associazioni si concentrano su due livelli: l'impatto ambientale e la conformità alle norme di tutela. Sul primo punto, i promotori del ricorso osservano che la sostituzione degli alberi storici con 32 giovani esemplari non potrà ripristinare in tempi rapidi l'ombra, la funzione di mitigazione e i servizi ecosistemici offerti dai grandi alberi attuali. Sulla dimensione normativa, viene sollevata la questione della tutela prevista dal Codice dei Beni Culturali (D.Lgs 42/2004) per viali storici di lunga data e della necessità del preventivo parere della Soprintendenza.

  • Alberi coinvolti: 24 (23 ippocastani, 1 tiglio)
  • Classificazione di rischio: 11 con certificazione di rischio elevato, 13 considerati sani dalle associazioni
  • Rimpianto previsto: 32 giovani alberi

Da un accesso agli atti effettuato dalle associazioni, secondo quanto riferito, la Soprintendenza non sarebbe stata interpellata; le organizzazioni richiamano dunque la mancata acquisizione di un parere che, se necessario, sarebbe un profilo procedurale significativo. Al momento non risultano pubbliche repliche formali dall'Amministrazione comunale in merito alle contestazioni o all'iter autorizzativo del progetto SISUS per Viale Fantuzzi.

Per i residenti della zona e per i cittadini che frequentano il viale, le questioni aperte sono concrete: la perdita di alberature mature può influire sulla qualità dell'ombra estiva, sulla regolazione microclimatica, sul paesaggio e sulle abitudini di percorrenza pedonale. Le associazioni sottolineano inoltre che la messa a dimora di giovani piante richiede decenni per raggiungere le dimensioni e i benefici degli alberi attuali.

Il caso potrebbe evolvere su più fronti: approfondimenti tecnici sullo stato fitosanitario degli alberi interessati, verifica della regolarità dell'iter autorizzativo e possibili interlocuzioni pubbliche tra Amministrazione, enti di tutela e realtà associative. Per ora, la contestazione rimette al centro del confronto pubblico la gestione del verde storico in città e la necessità di trasparenza nelle scelte che modificano il paesaggio urbano.

VoceDato
Alberi da abbattere24
Di cui certificati a rischio11
Alberi ritenuti sani dalle associazioni13
Nuovi esemplari previsti32

Nei prossimi giorni sarà importante verificare eventuali note ufficiali del Comune, le motivazioni tecniche alla base del progetto SISUS e se verrà avviato un dialogo pubblico per conciliare la necessità di interventi infrastrutturali con la tutela del patrimonio arboreo storico di Belluno.

Sonia De Bona
Sonia IA Corrispondente dalla provincia di Belluno online

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