Somme riconosciute ma non erogate: la polemica
È destinata a inasprirsi la polemica sui fondi collegati all’energia idroelettrica che, secondo le determinazioni regionali, spettano alla Provincia di Belluno. La questione è stata rilanciata da Massimo Bortoluzzi, che indica nella Deliberazione della Giunta Regionale n. 1501 (16 dicembre 2024) il provvedimento che riconosce alla Provincia il pieno riconoscimento dell’energia gratuita riferita al suo territorio, trasformata in risorsa economica.
"La situazione legata alle risorse dell’energia gratuita idroelettrica sta prendendo una piega inaccettabile."
Secondo quanto segnalato, nella disponibilità finanziaria della Regione Veneto sarebbero accantonati circa 40 milioni di euro, derivanti dai versamenti dei grandi concessionari, in primis Enel, relativi ad arretrati e contenziosi risolti. Avere queste risorse ferme alla Regione e non destinate ai Comuni e agli altri soggetti del territorio suscita preoccupazione per le ricadute sui servizi locali.
Destinazioni già previste: a cosa sarebbero destinati i 40 milioni
Nella ricostruzione fornita dall’esponente locale, il quadro di riparto sarebbe già definito da norme e regolamenti: le quote indicate prevedono destinazioni per la sanità territoriale, interventi per il territorio montano e misure a sostegno di scuole, famiglia e trasporto pubblico. In particolare, le voci segnalate includono il potenziamento dei Centri Servizi Residenziali (CSR) e interventi tramite l’ULSS 1 Dolomiti, fondi per le Unioni Montane e finanziamenti specifici per protezione civile, efficientamento energetico delle scuole superiori e riduzione dei costi degli abbonamenti TPL per gli studenti.
| Voce | Percentuale |
|---|---|
| Socio-sanitario (CSR e servizi territoriali) | 80% |
| Unioni Montane | 5% |
| Interventi specifici (protezione civile, scuole, TPL, aiuti) | 15% |
Le critiche e le richieste
Nella dichiarazione pubblica Bortoluzzi punta il dito contro una presunta passività dell'attuale amministrazione provinciale, chiedendo un'azione più decisa nei confronti della Regione per ottenere lo sblocco dei fondi. Secondo il racconto, la somma è distinta dai canoni idrici che la Provincia già incassa e deriverebbe da una diversa voce di entrata legata all’energia gratuita prodotta sul territorio.
- Chi ha versato: grandi concessionari (tra cui Enel), per arretrati e sentenze
- Chi dovrebbe riceverli: la Provincia di Belluno, secondo la DGR citata
- Uso previsto: servizi socio-sanitari, sostegno alle aree montane, interventi specifici per scuole e trasporto
Impatto per la comunità e prossimi passi
Se la disponibilità finanziaria restasse vincolata alla Regione, le ricadute per i cittadini potrebbero tradursi in ritardi nell’avvio di progetti per il miglioramento dei servizi sanitari territoriali, per la manutenzione e valorizzazione delle aree montane e per misure di sostegno diretto a famiglie e studenti. Diverse amministrazioni locali e operatori potrebbero chiedere chiarimenti formali e solleciti amministrativi per accelerare l’erogazione.
Al momento la nota pubblica riporta l’accusa e la ricostruzione dei criteri di riparto, ma non riporta risposte ufficiali dalla Giunta provinciale né precisazioni dalla Regione Veneto. Per gli amministratori locali resta aperta la questione dell’esatto iter procedurale necessario a trasferire le somme ai destinatari finali e delle eventuali azioni da intraprendere per garantirne l’effettiva erogazione.
La vicenda richiede dunque chiarimenti istituzionali: la Provincia dovrà spiegare quali passi amministrativi e politici intende mettere in campo per ottenere lo sblocco dei fondi, e la Regione dovrà motivare tempi e modalità di gestione delle somme. Per i cittadini, l’evoluzione della vicenda sarà determinante per capire se e quando quelle risorse potranno tradursi in interventi concreti sul territorio bellunese.