Appello a un’agenda politica orientata ai problemi concreti
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha lanciato un appello affinché la politica abbandoni i ritmi e i tic della campagna elettorale permanente e torni a confrontarsi con i cittadini sui problemi reali. Parlando a margine di un dibattito alla Festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia, Landini ha sollevato criticità che investono l’economia, la sostenibilità sociale e il funzionamento delle istituzioni rappresentative.
Secondo il sindacato, il persistente orientamento delle forze politiche a misurare ogni scelta in termini di consenso e sondaggi impedisce di avviare interventi strutturali necessari e a lungo termine. Fra le priorità indicate dal segretario ci sono una riforma fiscale che riequilibri il carico tributario e politiche per contrastare il declino demografico.
Le priorità segnalate
- Fisco: Landini ha chiesto una revisione della struttura impositiva, evidenziando la disparità tra tassazione dei profitti e quella sui redditi da lavoro.
- Demografia e lavoro: lo spettro dell’invecchiamento della popolazione e la difficoltà delle imprese a reperire competenze sono presentati come problemi sistemici che richiedono politiche conseguenti.
- Partecipazione civica: il risultato referendario è stato richiamato come segnale che i cittadini reagiscono quando percepiscono che il voto incide su diritti e libertà.
“Se posso dare un consiglio a chi fa politica, penso che sia venuto il momento non di fare chiacchiere, ma di tornare a parlare con le persone, di risolvere i problemi delle persone.”
Landini ha rimarcato che «uno dei problemi è che questi sono stati in campagna elettorale cinque anni»: un commento volto a sottolineare la continuità delle logiche elettorali che, a suo avviso, frenano la capacità di governo di mettere mano a scelte che richiedono visione e coraggio politico.
Disparità fiscale e proposte di equità
Ritornando sul tema della tassazione, il segretario ha posto l’accento su una questione precisa: la diversa incidenza fiscale tra profitti d’impresa e redditi da lavoro e pensioni. Nella sua ricostruzione, alla luce dei dati citati,
| Voce | Aliquota indicata |
|---|---|
| Profitti | 23% |
| Salari e pensioni | fino al 40% |
Per Landini la via maestra per incrementare le entrate pubbliche è una maggiore equità fiscale: a parità di reddito, ha detto, «tutti dovrebbero pagare le stesse tasse». Una redistribuzione più equa delle imposte, secondo il segretario, potrebbe finanziare investimenti in sanità, scuola e infrastrutture territoriali.
Implicazioni per il dibattito politico
Le osservazioni del leader della Cgil incidono direttamente sull’agenda politica: un richiamo a misure strutturali sulla fiscalità e sul lavoro pone interrogativi sui tempi e sulla volontà delle forze politiche di adottare soluzioni che possono implicare scelte difficili e conflitti di interesse. La proposta di ridisegnare il carico fiscale segnala inoltre un terreno di scontro possibile tra governo, maggioranza e opposizione, nonché fra istituzioni e parti sociali.
Infine, il richiamo al consenso mostrato nel referendum — citato dal segretario come prova che i cittadini possono tornare a partecipare quando percepiscono posta in gioco — apre una riflessione sulle condizioni per riavvicinare gli elettori alle urne e sul ruolo delle organizzazioni sociali e sindacali nel veicolare rivendicazioni pubbliche.
Il messaggio di Landini rappresenta dunque una sollecitazione precisa: superare il corto circuito della tattica elettorale permanente e affrontare, con misure concrete e tempi certi, nodi che toccano il funzionamento del mercato del lavoro, la coesione sociale e la sostenibilità delle finanze pubbliche.