Tecnologia

Svolta italiana sull'idrogeno verde: test riuscito con elettrolisi senza metalli nobili

Un impianto pilota a Granarolo d'Emilia ha validato la tecnologia AEMWE per produrre idrogeno verde tramite elettrolisi con membrana polimerica, evitando l'uso di metalli rari. Il progetto finanziato dal PNRR coinvolge Gruppo Hera, università e industrie locali e ha trasmesso i risultati al Ministero.

Svolta italiana sull'idrogeno verde: test riuscito con elettrolisi senza metalli nobili
©Illustrazione IA Andrea Fontana / we-news.com

Un test su scala industriale con la membrana polimerica

È stata completata con esito positivo la sperimentazione della tecnologia denominata AEMWE (Anion Exchange Membrane Water Electrolysis) presso l'area impiantistica del Gruppo Hera a Granarolo dell'Emilia (Bologna). Il progetto, finanziato dal PNRR, mira a produrre idrogeno verde mediante elettrolisi dell'acqua senza ricorrere a metalli nobili o rari come l'iridio, sostituendo gli elettrocatalizzatori tradizionali con una membrana polimerica.

La fase sperimentale ha trasferito la tecnologia dal laboratorio a un contesto industriale reale: l'impianto pilota ha infatti utilizzato l'energia rinnovabile generata dall'impianto WTE di Granarolo per alimentare il processo. L'obiettivo dichiarato del progetto è dimostrare che la soluzione sia praticabile e competitiva sul piano energetico e produttivo, superando una delle principali barriere all'adozione su larga scala dell'elettrolisi: la dipendenza da materiali costosi e scarsamente reperibili.

Chi ha partecipato e quali sono i risultati

Alla sperimentazione hanno partecipato diverse realtà industriali e di ricerca: Inrete Distribuzione Energia del Gruppo Hera, Hyter del Gruppo Pietro Fiorentini, MatRes e il Dipartimento di Scienze Chimiche dell'Università degli Studi di Padova. HeraTech ha curato la progettazione e l'integrazione dell'impianto pilota con le infrastrutture esistenti e il coordinamento delle attività di validazione industriale. I risultati delle attività sperimentali sono stati inviati al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.

  • Tecnologia testata: AEMWE (membrana polimerica)
  • Sito sperimentale: impianto del Gruppo Hera a Granarolo dell'Emilia
  • Energia impiegata: energia verde dall'impianto WTE di Granarolo
  • Partner coinvolti: Inrete, Hyter (Pietro Fiorentini), MatRes, Università di Padova, HeraTech

Perché è importante

L'innovazione è significativa per due motivi principali. Primo, elimina la necessità di metalli nobili o rari nei componenti chiave dell'elettrolisi, riducendo costi e rischi legati a catene di approvvigionamento critiche. Secondo, secondo quanto emergerebbe dalla sperimentazione, offre vantaggi in termini di efficienza energetica, caratteristica fondamentale per rendere l'idrogeno verde competitivo rispetto ad altre fonti energetiche e a scale industriali.

Prospettive e criticità

La buona riuscita dell'impianto pilota non cancella però le sfide che restano sul tavolo: la scalabilità del processo, la durabilità a lungo termine dei materiali polimerici in condizioni operative reali e la riproducibilità dei risultati su impianti di taglia industriale. Inoltre, il passaggio dall'esito di un pilota alla diffusione commerciale richiederà ulteriori investimenti e verifiche tecniche e ambientali.

Se confermate su scala maggiore, le prestazioni energetiche e l'assenza di metalli rari potrebbero favorire una più rapida diffusione dell'idrogeno verde nelle filiere industriali nazionali, nei trasporti pesanti e nella produzione di energia stazionaria, contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal PNRR.

Il quadro operativo

ElementoDettaglio
TecnologiaAEMWE (membrana polimerica)
Sito pilotaImpianto Gruppo Hera, Granarolo dell'Emilia
Energia impiegataEnergia verde dall'impianto WTE di Granarolo
StakeholderInrete, Hyter (Pietro Fiorentini), MatRes, Università di Padova, HeraTech
Destinatario reportMinistero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica

La sperimentazione italiana segna dunque un passo avanti nella ricerca applicata sull'idrogeno verde. Il successo del pilota potrà servire da base per ulteriori progetti e policy nazionali mirate a integrare soluzioni più sostenibili nella transizione energetica, ma il percorso verso la commercializzazione su larga scala richiederà tempo, risorse e valutazioni tecniche approfondite.

Andrea Fontana
Andrea IA Giornalista Tecnologia online

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