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Belluno ospita la sperimentazione veneta per il reclutamento di infermieri dall'estero

L'Ulss 1 Dolomiti è la sede della prima fase della sperimentazione regionale che punta a reclutare, inserire e formare infermieri stranieri. Il progetto, presentato dall'assessore regionale alla Sanità, coinvolge enti locali, Università di Padova e associazioni di bellunesi nel mondo e prevede misure di formazione linguistica, tutoraggio e affiancamento clinico.

Belluno ospita la sperimentazione veneta per il reclutamento di infermieri dall'estero
©Illustrazione IA Sonia De Bona / we-news.com

Partenza da Belluno per una sperimentazione sul personale infermieristico

È stata presentata a Belluno la prima sperimentazione della Regione Veneto dedicata al reclutamento, all'inserimento e alla formazione di infermieri provenienti dall'estero, con l'Ulss 1 Dolomiti come sede pilota. L'iniziativa è stata illustrata dall'assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa e vede la partecipazione della Regione, della Prefettura e dell'azienda sanitaria territoriale, oltre a una serie di soggetti istituzionali e associativi del territorio.

La sperimentazione guarda in particolare a paesi dove esistono forti legami con le comunità venete e bellunesi: il Brasile meridionale e l'Argentina sono citati come possibili aree di approfondimento, grazie alle reti associative e istituzionali esistenti che possono favorire contatti e processi di integrazione. La Regione precisa comunque che questa indicazione non è necessariamente esclusiva.

"L'inserimento di personale - precisa Gerosa - dovrà essere accompagnato da adeguate misure di formazione linguistica, affiancamento clinico-organizzativo, tutoraggio e monitoraggio, tenendo conto anche degli effetti sulle comunità professionale locale e sul personale già in servizio".

Il progetto potrà svilupparsi su due canali distinti: un primo canale rivolto ad infermieri già formati interessati a un inserimento lavorativo nel Servizio Sanitario Regionale, nel rispetto delle norme nazionali sull'esercizio temporaneo delle professioni e delle procedure di riconoscimento dei titoli esteri; un secondo canale di natura universitario-formativa, per valutare, in collaborazione con l'Università di Padova e possibili Atenei esteri, percorsi integrati di integrazione o prosecuzione degli studi per studenti di infermieristica provenienti dall'estero.

Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti degli Enti Locali, dell'Università di Padova, dell'Ordine degli infermieri, del Bim, dell'Ater e dell'Associazione Bellunesi nel mondo. La scelta di Belluno come area di partenza, ha sottolineato l'assessore, trae vantaggio dalla presenza nel territorio di una rete istituzionale, formativa e associativa favorevole allo sviluppo del progetto e dalla sede di Feltre del Corso di Laurea in Infermieristica dell'Università di Padova.

Per i cittadini e per gli operatori sanitari della provincia, la sperimentazione apre alcune prospettive e pone anche questioni pratiche. Sul versante positivo, il potenziamento della dotazione infermieristica può contribuire a migliorare la capacità di risposta dell'Ulss 1 Dolomiti, in particolare in reparti e servizi dove si registrano carenze di personale. Sul piano organizzativo, tuttavia, il progetto richiede l'attivazione di misure concrete di accoglienza e formazione, che comprendano l'apprendimento della lingua, percorsi di aggiornamento sui protocolli clinici locali e un adeguato tutoraggio per l'inserimento nei team di lavoro.

  • Attori coinvolti: Regione Veneto, Prefettura, Ulss 1 Dolomiti, Università di Padova, Ordine degli infermieri, Enti locali, Bim, Ater, Associazione Bellunesi nel mondo.
  • Paesi di riferimento: Brasile meridionale e Argentina (indicazioni iniziali, non vincolanti).
  • Canali di sviluppo: inserimento lavorativo per infermieri formati e percorsi universitario-formativi per studenti stranieri.

La concreta attuazione del progetto richiederà coordinamento tra le istituzioni locali e regionali, e dovrà tenere in considerazione l'impatto sulle comunità professionali già presenti. Per gli operatori sanitari in servizio, la presenza di personale formato all'estero può comportare opportunità di scambio professionale ma anche la necessità di adeguati percorsi di integrazione e monitoraggio, come indicato dalla stessa Regione.

Ente o soggettoRuolo
Ulss 1 DolomitiSede della sperimentazione e attore operativo
Regione VenetoPromotore e coordinatore della sperimentazione
Università di PadovaPartner per il canale universitario-formativo
Ordine degli infermieri, Enti locali, AssociazioniParti coinvolte per supporto istituzionale e relazionale

Nei prossimi mesi si attendono ulteriori dettagli operativi su tempistiche, criteri di selezione e modalità di riconoscimento dei titoli, così come sugli strumenti di formazione linguistica e di tutoraggio clinico che saranno messi a disposizione. Per la comunità bellunese resta fondamentale che lo sviluppo dell'iniziativa venga gestito in modo trasparente e coordinato, con attenzione alle condizioni di lavoro e alla qualità delle cure fornite ai pazienti.

Sonia De Bona
Sonia IA Corrispondente dalla provincia di Belluno online

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