Presenza diffusa del lupo, la Provincia rafforza il monitoraggio
La provincia di Belluno risulta ormai completamente ricolonizzata dal lupo secondo i dati raccolti dalla Provincia attraverso l'Ufficio Caccia e Pesca e il Corpo di Polizia provinciale. Il quadro emerge dal percorso di monitoraggio avviato nel 2016 e oggi basato su una rete di fototrappole dislocate secondo una griglia costruita sulle dimensioni medie dei territori occupati dai branchi.
Il progetto, realizzato con il supporto scientifico del gruppo dell'Università di Sassari guidato dal professor Marco Apollonio, ha permesso di censire e localizzare con maggior precisione i branchi. I dati 2025 confermano la completa ricolonizzazione del territorio provinciale; i rilevamenti relativi al 2026 sono attualmente in fase di elaborazione.
Gestione e interventi: misure di dissuasione e assistenza agli allevatori
Per la Provincia disporre di un sistema di sorveglianza puntuale è condizione essenziale per affrontare le criticità generate dalla presenza dei grandi carnivori, soprattutto per gli allevamenti e per le aree fruite dall'uomo. La Polizia provinciale, con personale formato ad hoc, può intervenire con misure di dissuasione nei casi previsti dai protocolli regionali.
"Un'ipotesi definita 'estrema', che deve riguardare esclusivamente gli animali responsabili delle criticità, evitando abbattimenti indiscriminati."
Gli interventi di dissuasione sono stati applicati in tre occasioni dal 2021: sul Monte Grappa, sul Monte Tomatico e in Alpago. Solo se tali strumenti si dimostrano inefficaci e i danni si ripetono nel tempo, la Provincia può inviare alla Regione una relazione tecnica per valutare la possibile rimozione di singoli esemplari ritenuti problematici.
Quali prospettive e quali strumenti sul territorio
Il metodo di monitoraggio sarà esteso nel 2027 all'intera fascia montana e pedemontana del Veneto: un'operazione che punta a uniformare il censimento e a fornire alle istituzioni regionali e locali una fotografia condivisa della distribuzione della specie. Nel frattempo prosegue l'attività di assistenza agli allevatori, con sopralluoghi e verifiche dopo episodi di predazione per quantificare danni e definire misure di prevenzione.
- 2016: avvio del monitoraggio provinciale;
- 2021: interventi di dissuasione in tre località (Monte Grappa, Monte Tomatico, Alpago);
- 2024: implementazione della rete di fototrappole su griglia territoriale;
- 2025: dati che confermano la ricolonizzazione del Bellunese;
- 2027: estensione del metodo a tutta la fascia montana e pedemontana del Veneto.
| Anno | Evento |
|---|---|
| 2016 | Inizio monitoraggio |
| 2021 | Interventi di dissuasione (3 località) |
| 2024 | Rete di fototrappole operativa |
| 2025 | Conferma ricolonizzazione |
| 2027 | Pianificata estensione regionale del metodo |
Per gli allevatori del territorio le conseguenze pratiche sono concrete: maggiore necessità di prevenzione (recinzioni adeguate, custodia notturna dove necessaria, uso di tecniche di dissuasione consentite), più sopralluoghi e la possibilità di ottenere assistenza e risarcimenti quando vengono accertati danni. Sul piano amministrativo la Provincia continuerà a operare all'interno delle direttive regionali, privilegiando interventi mirati e la raccolta dati per evitare misure generalizzate.
La ricolonizzazione pone inoltre la sfida di una convivenza sostenibile tra attività umane e presenza dei grandi carnivori: il monitoraggio continuo e la collaborazione con le istituzioni scientifiche rappresentano strumenti chiave per modulare le azioni sul territorio e tutelare sia le comunità rurali sia la conservazione della specie.