Provinciali uniti: testo condiviso e consultazione obbligatoria
Il consiglio provinciale di Belluno ha votato all’unanimità un ordine del giorno che manifesta la contrarietà alla realizzazione di una centralina sul Vajont. Il dispositivo riproduce in larga parte quanto approvato nei giorni scorsi dal consiglio comunale di Longarone, con una modifica formale ma significativa: nel testo si chiede che, in caso di procedimenti amministrativi futuri sull’opera, sia sentita anche la Provincia di Belluno oltre alle associazioni e alle comunità locali.
Il presidente della Provincia, Marco Staunovo Polacco, ha spiegato che «nel dispositivo, al terzo punto, abbiamo aggiunto che... vada ascoltata anche l’ente Provincia», sottolineando il carattere trasversale del documento e la volontà di rappresentare l’orientamento compatto dell’assemblea provinciale. L’atto è stato approvato senza alcuna opposizione formale dal consesso.
Ritirata la mozione per evitare duplicazioni
In apertura alla seduta era stata presentata anche una mozione dal gruppo Futura-Centrosinistra bellunese, a firma di Sindi Manushi, che affrontava lo stesso tema. La proponente ha poi deciso di ritirarla per evitare sovrapposizioni rispetto all’ordine del giorno già predisposto e votato dall’assemblea.
«Un ordine del giorno che rappresenta un documento fondamentale per raggiungere lo scopo finale: avere un testo che raccoglie in modo compatto l’idea del consiglio provinciale su un tema generale come quello relativo alla realizzazione di questa centralina sul Vajont»
Il consenso trasversale è stato rimarcato come elemento di forza: maggioranza e minoranza hanno trovato piena condivisione su un tema sensibile per il territorio, legato direttamente alla memoria della tragedia che colpì l’area 63 anni fa.
Impatto per il territorio e prossimi passi
L’inclusione esplicita della Provincia tra gli enti da consultare ha due effetti pratici per i cittadini e per le amministrazioni locali: da un lato rafforza il ruolo di Palazzo Piloni nelle istruttorie successive; dall’altro offre alle comunità locali un punto istituzionale aggiuntivo a cui rivolgersi per far valere preoccupazioni e richieste di tutela della memoria storica.
- Unità politica: voto unanime del consiglio provinciale.
- Ruolo della Provincia: richiesta formale di essere consultata nei procedimenti futuri.
- Coordinamento con Longarone: il documento ricalca quello approvato dal consiglio comunale.
La decisione del consiglio provinciale non costituisce un atto limitativo di per sé rispetto a eventuali procedure tecniche o autorizzative, ma rappresenta un forte segnale politico-amministrativo che potrà influire sui passaggi successivi. Nei prossimi atti amministrativi, l’ente Provincia intende quindi essere chiamato a esprimersi e a rappresentare le istanze provenienti dalle comunità che più direttamente hanno subito le conseguenze della tragedia.
| Attori | Posizione/azione |
|---|---|
| Consiglio provinciale di Belluno | Approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno contrario alla centralina |
| Presidente Marco Staunovo Polacco | Aggiunta della richiesta che la Provincia sia ascoltata |
| Consiglio comunale di Longarone | Documento simile approvato precedentemente |
La vicenda rimane aperta su un piano amministrativo e politico: l’atto provinciale rafforza la voce delle istituzioni locali e può condizionare le decisioni future. Per la popolazione e per le associazioni della memoria è una garanzia in più che il tema non verrà trattato senza un coinvolgimento degli enti territoriali e della collettività interessata.