Un termine che condiziona amministrazioni e utenze
La scadenza del 31 luglio ha rappresentato un passaggio chiave per la gestione dell'acqua potabile nel territorio sannita. A richiamare l'attenzione sul nodo normativo e finanziario è stato Pompeo Nuzzolo, già segretario comunale negli enti locali, che ha sottolineato come quella data fosse il termine ultimo della proroga legislativa concessa ai Comuni per completare l'affidamento del Servizio Idrico Integrato ed evitare il commissariamento.
"termine ultimo della proroga legislativa"
Il confronto sul tavolo locale non è solo giuridico: riguarda anche il valore economico delle partite in gioco e la modalità con cui saranno riconosciuti i crediti all'attuale gestore. Secondo i documenti pubblicati dall'Ente Idrico Campano, nel bando di gara in corso è stato indicato un importo di circa 7,38 milioni di euro. Tale somma include sia gli investimenti stimati fino al 2023 (la Regulated Asset Base, RAB), sia i conguagli tariffari calcolati fino al termine del 2025.
Norme e strumenti finanziari citati
Nel suo contributo, Nuzzolo richiama due riferimenti legislativi che possono pesare sulle scelte locali:
- la legge 114/2011, citata in relazione alla governance del servizio idrico;
- la legge 221/2015, che ha istituito il Fondo di Garanzia Nazionale per le opere idriche, gestito operativamente da ARERA, con l'obiettivo di facilitare prestiti e investimenti per realizzare o completare infrastrutture.
La presenza di questo fondo potrebbe offrire opportunità di finanziamento per interventi sul sistema idrico locale, ma la sua utilizzazione richiede procedure e requisiti che i Comuni devono valutare con attenzione.
Le incertezze sul valore definitivo del subentro
I documenti dell'Ente Idrico Campano spiegano che il valore riportato nel bando potrà essere accertato e certificato soltanto al momento dell'effettiva cessazione del servizio da parte dell'attuale gestore, Gesesa. Questo significa che, al momento dell'adesione a Sannio Acque, alcuni Comuni hanno approvato la partecipazione senza la certezza del saldo definitivo delle poste economiche, procedendo in pratica "a buio" rispetto all'ammontare reale dei conguagli da riconoscere.
Impatto pratico per i Comuni e i cittadini
Le conseguenze concrete possono essere riassunte nei punti seguenti:
- possibili ricadute sulla pianificazione degli investimenti idrici locali, se il valore delle incombenze dovrà essere aggiornato a posteriori;
- rischio di contenzioso o di riallineamento tariffario nei confronti degli utenti, qualora emergano scostamenti significativi nei conguagli;
- necessità per le amministrazioni comunali di monitorare le procedure di certificazione del valore definitivo al fine di evitare oneri imprevisti sul bilancio comunale.
Tabella riepilogativa
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Data chiave | 31 luglio (termine proroga legislativa) |
| Importo indicato nel bando | € 7.389.358 (circa 7,38 mln) - include RAB fino al 2023 e conguagli fino al 2025 |
| Norme citate | Legge 114/2011 e Legge 221/2015 (Fondo di Garanzia per opere idriche) |
| Gestore uscente | Gesesa (valore definitivo da certificare alla cessazione del servizio) |
Prossimi passi e raccomandazioni per gli amministratori
La complessità della materia rende indispensabile per i sindaci e gli uffici tecnici:
- verificare con attenzione le voci contabili inserite nei bandi e monitorare la certificazione finale del valore del subentro;
- valutare l'accesso al Fondo di Garanzia per opere idriche, laddove possano essere necessari finanziamenti per completare opere essenziali;
- comunicare in modo trasparente con i cittadini sulle implicazioni finanziarie e sulle tempistiche del passaggio di gestione.
Per gli utenti, la vicenda richiede attenzione ma non implica, ad oggi, variazioni immediate del servizio: le decisioni amministrative e la certificazione dei valori saranno determinanti per definire gli oneri economici e gli investimenti futuri sul sistema idrico del Sannio.
Lucia Zollo, corrispondente dalla provincia di Benevento