Serata di tensione nel carcere cittadino
La Casa Circondariale di Benevento è stata teatro nella tarda serata di ieri di una rivolta che ha provocato ingenti danni in un reparto dell'istituto. Secondo i sindacati, una cinquantina di detenuti ha preso parte agli scontri, devastando locali e arredi e barricandosi nelle camere di pernottamento, costringendo l'amministrazione penitenziaria a far scattare il protocollo regionale di emergenza.
Intervento e gestione della crisi
Alla gestione della protesta hanno preso parte gli uomini e i mezzi inviati a supporto del personale della Polizia Penitenziaria in servizio presso l'istituto sannita. Fondamentale, riferiscono i sindacati, è stato l'intervento dei negoziatori della Polizia Penitenziaria, specializzati nella trattativa in situazioni di crisi: dopo una lunga contrattazione i detenuti avrebbero interrotto l'azione, consentendo così il ripristino della situazione e il ritorno al controllo dell'area interessata.
Danni materiali e trasferimenti
Il quadro descritto dai rappresentanti sindacali parla di una sezione ridotta a uno stato di "devastazione" con distruzione di sanitari, letti, tavoli, frigoriferi, arredi e attrezzature della palestra; vetri delle aree comuni infranti; corridoi allagati e barricate realizzate con mobili e suppellettili. Di seguito le misure immediate segnalate al termine degli interventi:
- Sei detenuti trasferiti in altri istituti penitenziari.
- Ripristino della sicurezza dopo la trattativa condotta dai negoziatori.
- Attivazione del protocollo regionale di intervento a supporto delle forze in servizio.
«A Benevento si preannuncia un mese bollente e le poche unità di servizio durante il piano ferie ... potrebbero non essere sufficienti a contenere le criticità. Per questo chiederemo un'integrazione dell'organico»,
La dichiarazione di allarme è stata resa nota dal segretario regionale dell'Osapp Campania, Vincenzo Palmieri, che chiede interventi per garantire adeguati livelli di presidio in vista del periodo estivo caratterizzato dal piano ferie.
Impatto locale e prospettive
La rivolta solleva questioni immediate per la gestione quotidiana dell'istituto e per la tutela di agenti e detenuti. I sindacati esprimono forte preoccupazione per le prossime settimane: la scarsità di personale durante il periodo estivo potrebbe complicare la gestione di eventuali ulteriori criticità e rendere necessario un potenziamento degli organici o ulteriori misure straordinarie.
Elemento operativo e richieste
Il ruolo dei negoziatori è stato indicato come decisivo per evitare un aggravamento della situazione. I sindacati reclamano una integrazione dell'organico e misure di supporto per la gestione delle emergenze all'interno dell'istituto. Sul terreno restano ora le attività di ripristino dei locali colpiti e la verifica delle responsabilità e delle condizioni che hanno portato alla protesta.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Partecipanti alla rivolta | Circa una cinquantina di detenuti (segnalazione sindacati) |
| Detenuti trasferiti | Sei trasferimenti immediati ad altri istituti |
| Interventi | Attivazione protocollo regionale e impiego di negoziatori della Polizia Penitenziaria |
Le autorità carcerarie e i sindacati locali rimangono al lavoro per delimitare gli effetti dell'episodio e per definire eventuali passi successivi. Sul caso è attesa nei prossimi giorni ulteriore attività di verifica e possibili richieste formali di rinforzo degli organici da parte delle organizzazioni rappresentative del personale di polizia penitenziaria.