Il confronto interno alla Lega per la scelta del candidato alla presidenza della Provincia di Padova è esploso con nettezza questa settimana, lasciando aperto uno scenario politico incerto a poche settimane dalle formalità elettorali. Il direttivo provinciale, riunito nei giorni scorsi, ha dato il via libera a Marco Agostini, sindaco di Mestrino, col punteggio di 7 voti a 5 sul sindaco di San Giorgio delle Pertiche, Daniele Canella.
La dinamica interna
La scelta del direttivo ha ribaltato l’ipotesi di un’intesa a livello di coalizione che già pareva definita: Canella, fino a questo momento considerato il favorito, è stato sorpassato nella votazione interna. La decisione ha prodotto frizioni e ricomposizioni di gruppo al suo interno, con imputazioni di manovre orchestrate dai livelli regionali e provinciali del partito.
Secondo quanto emerso, dietro la spinta per la candidatura di Agostini sarebbero schierati esponenti come l’ex sottosegretario e assessore regionale Massimo Bitonci, insieme al segretario provinciale Nicola Pettenuzzo e al deputato Giulio Centenaro. Bitonci, figura di peso nel panorama leghista veneto, è indicato come possibile promotore dell’operazione, mentre Pettenuzzo e Centenaro avrebbero agito come esecutori nella dinamica interna che ha portato alla scelta del direttivo.
La reazione di Canella e le firme
Daniele Canella non intende fermarsi. Diversamente da Agostini, ha già raggiunto il requisito formale per la presentazione della candidatura: ha superato la soglia del 15% degli aventi diritto utile a ottenere la nomina, una soglia che nella circostanza corrisponde a 220 firme tra sindaci e amministratori. Questa condizione gli permette di continuare la corsa anche senza l’unanime sostegno del direttivo provinciale.
La strategia di Canella punta ora su un sostegno più ampio: la sua candidatura farebbe leva su sindaci e amministratori già in campo a suo favore, su correnti della Lega vicine al segretario regionale Alberto Stefani, e — almeno in un primo tempo — sul possibile appoggio di alleati di coalizione. Non è escluso un contributo esterno: il centrosinistra locale, secondo alcune ricostruzioni, potrebbe votare per la continuità amministrativa inaugurata dall’attuale governance guidata da Sergio Giordani, e quindi considerare l’appoggio a una figura come quella di Canella.
Conseguenze politiche e scenari
La frattura interna apre diverse incognite per l’assetto della campagna elettorale provinciale. Se Agostini dovesse ottenere la candidatura ufficiale dal partito, si profila una campagna interna più combattuta che potrebbe indebolire la compattezza della coalizione di centrodestra. Se invece Canella proseguirà con la sua raccolta di firme e conquisterà il consenso di amministratori e forze politiche trasversali, la partita potrebbe spostarsi sulla capacità di aggregazione oltre il perimetro del direttivo leghista.
- La disputa ha coinvolto figure di peso della Lega a livello provinciale e regionale.
- Canella dispone già del numero di firme richiesto per formalizzare la candidatura.
- Il centrosinistra locale potrebbe giocare un ruolo decisivo, offrendo eventualmente un sostegno per la continuità amministrativa.
Tabella riepilogativa
| Elemento | Valore |
|---|---|
| Voto direttivo | Agostini 7 – Canella 5 |
| Quorum firme richiesto | 15% = 220 firme |
La tensione nella Lega padovana arriva a pochi giorni dalla presentazione formale dei candidati per la presidenza di Palazzo Santo Stefano. Il confronto interno, le alleanze e le contromosse decideranno ora il livello di competitività della coalizione di centrodestra e l’eventuale ricomposizione prima delle urne.
Resta comunque aperta la partita politica: dalle mosse dei protagonisti nei prossimi giorni dipenderà la compattezza della coalizione e la possibilità di costruire un progetto condiviso per la guida della Provincia.