Trend in aumento e nuove regole regionali
Negli ultimi due anni nella provincia di Padova si è consolidato un incremento dell’attività a pagamento all’interno delle strutture ospedaliere, con dinamiche che interessano soprattutto l’Azienda Ospedale-Università di Padova. I dati regionali riferiti al biennio 2024-2025 fotografano un fenomeno che coinvolge sia i ricoveri sia le prestazioni ambulatoriali e l’attività libero professionale intramuraria (ALPI).
La crescita non è però omogenea: mentre all’Azienda Ospedale-Università i volumi della libera professione sono decisamente in aumento, lo Istituto Oncologico Veneto (IOV) registra invece una contrazione o una situazione di sostanziale tenuta nell’attività pubblica rispetto a quella privata. A fronte di questa evoluzione, la Regione Veneto ha introdotto paletti più rigidi per evitare derive concorrenziali rispetto alla missione pubblica delle strutture sanitarie.
“l’attività privata 'intramoenia' deve essere rigidamente programmata tramite un budget annuale e non può superare, o risultare concorrenziale, con i volumi orari assicurati per i compiti istituzionali ordinari.”
La nuova relazione semestrale della commissione paritetica regionale per le ALPI recepisce le norme nazionali e impone che l’attività privata sia svolta esclusivamente al di fuori dell’orario di servizio, con timbratura in uscita e sistemi di prenotazione e riscossione separati da quelli del Servizio Sanitario Regionale.
Impatto sui numeri: ricoveri e prestazioni ambulatoriali
I dati forniti dalla Regione mostrano numeri che spiegano il fenomeno. Nel 2025 le dimissioni totali nell’area analizzata sono passate da 68.029 a 68.560. I ricoveri in regime privato nello stesso anno sono saliti a 828, con un’incidenza della solvenza sull’1,21% rispetto alla media veneta dello 0,35%.
| Voce | 2025 |
|---|---|
| Dimissioni totali | 68.560 |
| Dimissioni precedenti | 68.029 |
| Ricoveri privati | 828 |
| Incidenza solvenza (Padova) | 1,21% |
| Media veneta | 0,35% |
Ancora più significativo è lo sbilanciamento che emerge nell’attività ambulatoriale specialistica: alcune visite, come quelle oculistiche, mostrano nei volumi complessivi una prevalenza della libera professione rispetto all’attività istituzionale ordinaria. I dati indicano 2.482 prestazioni private contro 542 erogate in regime pubblico per la stessa area specialistica.
Conseguenze pratiche per i cittadini e controlli
Per gli abitanti della provincia le conseguenze sono concrete: più offerte di prestazioni a pagamento possono significare tempi d’attesa differenti, scelte di cura alternative e una gestione separata delle prenotazioni e dei pagamenti. Dall’altro lato, la Regione ha introdotto controlli e budget per evitare che l’attività privata sottragga tempo e risorse alle prestazioni garantite dal servizio pubblico.
- Accesso alle prestazioni: alcuni tipi di visite potrebbero essere più disponibili in regime privato.
- Trasparenza amministrativa: obbligo di timbratura e sistemi separati per prenotazione e riscossione.
- Controlli regionali: monitoraggio semestrale e limiti di budget per l’ALPI.
La direzione aziendale e i professionisti sanitari devono quindi bilanciare l’offerta di servizi extra rispetto agli obblighi istituzionali, in un contesto regolamentato che mira a preservare l’equità e la funzionalità del servizio pubblico. Per i pazienti resta fondamentale informarsi sulle modalità di erogazione delle prestazioni (pubblico vs privato), sui tempi di attesa e sulle procedure di pagamento nelle singole strutture.
La dinamica rilevata a Padova riflette una tendenza più ampia nella regione Veneto, ma con caratteri distinti a livello locale: un aumento marcato nella AOU e una persistenza del pubblico in altre realtà come lo IOV. Nei prossimi rapporti semestrali la commissione regionale dovrà verificare l’efficacia dei paletti introdotti e l’eventuale necessità di ulteriori interventi per garantire l’equilibrio tra libera professione e servizi istituzionali.