Misura regionale per far fronte alla crisi idrica
La Provincia autonoma di Trento ha deciso di aumentare i volumi idrici erogabili dal bacino del Chiese in favore della Regione Lombardia e, contestualmente, di autorizzare una deroga temporanea al deflusso minimo vitale (Dmv) per consentire una maggiore disponibilità d'acqua ai consorzi irrigui locali. La decisione è stata assunta dalla Giunta provinciale nel quadro delle persistenti condizioni di scarsità idrica che stanno interessando il Nord Italia e il territorio provinciale.
Gli invasi coinvolti sono quelli di Malga Bissina e di Boazzo, in Val di Daone: la Giunta ha previsto la possibilità di rilasciare fino a 20 milioni di metri cubi complessivi distribuiti sul biennio. Contestualmente, è stata approvata la possibilità per i Consorzi di bonifica e di miglioramento fondiario di richiedere una temporanea rimodulazione del Dmv, a condizione che vengano rispettati specifici requisiti tecnici e procedurali.
«È una deroga non ai fini idroelettrici ma per il consumo idropotabile e agricolo che agisce sui prelievi dai fiumi. Ma è solo una misura preventiva e precauzionale come successo nel 2022»
La misura è stata proposta dall'assessore competente e introduce una serie di obblighi per chi chiederà la rimodulazione del Dmv: i richiedenti dovranno dimostrare di aver già attivato tutti i sistemi disponibili per ridurre i consumi d'acqua e presentare una relazione contenente dati sulle portate disponibili, sul fabbisogno minimo delle colture e sull'eventuale presenza di altre fonti di approvvigionamento.
Impatto per agricoltura, pesca e ambiente
Per l'agricoltura trentina la possibilità di trattenere più acqua nei bacini può rappresentare uno strumento utile per gestire stagioni aride e per evitare danni alle colture. Tuttavia, la riduzione temporanea del Dmv solleva preoccupazioni rispetto alla tutela degli ecosistemi fluviali e alla fauna ittica, come già emerso nelle reazioni pubbliche dopo l'annuncio: associazioni di pescatori e gruppi ambientalisti hanno espresso contrarietà, sottolineando i rischi per la biodiversità acquatica.
La deroga introdotta è descritta come misura preventiva e temporanea e non come intervento finalizzato alla produzione idroelettrica. Rimane però aperta la questione del bilanciamento tra esigenze agricole e tutela ambientale, che richiederà monitoraggi puntuali delle portate e controlli sul rispetto delle condizioni imposte ai richiedenti.
Condizioni per ottenere la rimodulazione del Dmv
- Attivazione di tutte le misure disponibili per ridurre il consumo idrico;
- Presentazione di una relazione tecnica con dati sulle portate effettive;
- Valutazione del fabbisogno minimo delle colture e di possibili fonti alternative di approvvigionamento.
La procedura prevede che le richieste dei Consorzi siano esaminate in base a questi criteri, per evitare derive che possano compromettere in modo duraturo lo stato dei corsi d'acqua. Le autorità provinciali hanno richiamato l'esperienza del 2022 come precedente, ribadendo il carattere temporaneo della deroga.
Cosa cambia per i cittadini e chi contattare
I cittadini potranno notare minori portate nei corsi d'acqua interessati; gli operatori agricoli potranno, nel rispetto delle condizioni previste, chiedere il sostegno per irrigare le colture. Per informazioni pratiche e per avviare eventuali richieste è consigliabile rivolgersi ai Consorzi di bonifica territoriali e agli uffici provinciali competenti in materia idrica e ambientale.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Invasi coinvolti | Malga Bissina, Boazzo (Val di Daone) |
| Volume massimo | 20 milioni m³ distribuiti sul biennio |
| Scopo deroga Dmv | Consumo idropotabile e agricolo, misura temporanea |
La gestione delle risorse idriche resta una priorità per la Provincia: le misure approvate intendono dare una risposta a breve termine alla scarsità d'acqua, ma richiederanno un monitoraggio continuo per salvaguardare l'equilibrio degli ecosistemi fluviali e garantire la sostenibilità nel medio termine.