Una nuova fase per il NeMO di Trento: integrazione oltre le mura
È stata ufficializzata nei giorni scorsi la prosecuzione triennale del programma di sperimentazione gestionale del Centro Clinico NeMO Trento, ospitato presso l'ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana. L'incontro di presentazione, definito dalla fonte come "molto partecipato", ha coinvolto i vertici aziendali e i responsabili clinici e amministrativi impegnati nel progetto.
Secondo quanto reso noto, il rinnovo della convenzione non è stato inteso come mero adempimento burocratico, ma come l'avvio di una fase triennale orientata all'integrazione con il territorio. L'obiettivo dichiarato è portare le cure "oltre le mura dell'ospedale", avvicinando i servizi specialistici alle persone con malattie neuromuscolari e favorendo un collegamento più stretto tra corsia e domicilio.
- Luogo: Centro Clinico NeMO Trento, Villa Rosa di Pergine Valsugana;
- Durata: convenzione triennale (rinnovo della sperimentazione gestionale);
- Obiettivo: integrazione tra ospedale e territorio per migliorare continuità assistenziale.
Chi ha partecipato all'incontro
All'incontro di presentazione hanno preso parte figure di rilievo del sistema sanitario locale e dei Centri Clinici NeMO. Tra i presenti, indicati nella nota diffusa dai promotori dell'iniziativa, figurano:
| Nome | Ruolo |
|---|---|
| Antonio Ferro | Direttore generale di Asuit |
| Alberto Fontana | Segretario dei Centri Clinici NeMO |
| Jacopo Bonavita | Direttore del Dipartimento transmurale riabilitazione |
| Riccardo Zuccarino | Direttore clinico e scientifico del Centro NeMO Trento |
| Simone Cecchetto | Direttore U.O. direzione professioni sanitarie del Dipartimento riabilitazione |
Impatto per pazienti e servizi
Il progetto mira a rafforzare la presa in carico delle persone affette da malattie neuromuscolari, favorendo percorsi riabilitativi che tengano conto del contesto di vita e delle esigenze di continuità assistenziale. Per i residenti della provincia di Trento e per i familiari dei pazienti ciò può tradursi in un più facile accesso a servizi specialistici, riduzione dei passaggi ospedalieri non necessari e maggiore presenza di interventi domiciliari o territoriali coordinati con l'ospedale di riferimento.
La scelta di proseguire la sperimentazione sotto forma di convenzione triennale indica l'intenzione di consolidare pratiche organizzative e modelli di cura che possano essere valutati e, se efficaci, riproposti o ampliati in futuro.
Prossimi passi e orizzonte operativo
La protocollo rinnovato apre ora alla fase operativa di implementazione delle attività previste: coordinamento tra reparti ospedalieri e servizi domiciliari, definizione dei percorsi clinici e rafforzamento delle professionalità coinvolte nella gestione delle malattie neuromuscolari. Il coinvolgimento dichiarato dei direttori e dei responsabili indica la volontà di monitorare e guidare il processo a livello aziendale e clinico.
Per i cittadini resta ora fondamentale seguire l'evoluzione delle iniziative e le indicazioni operative che saranno comunicate dall'Azienda sanitaria e dalla Fondazione Serena ETS, partner del progetto: i dettagli su servizi, orari e modalità di accesso verranno definiti e resi noti dalle strutture competenti.