Un accordo per estendere l'assistenza oltre le mura dell'ospedale
È stato presentato al personale sanitario, tecnico e amministrativo il rinnovo triennale della convenzione gestionale del Centro Clinico NeMO Trento, attivo presso l'ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana. L'incontro, definito dagli organizzatori «molto partecipato», ha visto la partecipazione dei vertici dell'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (Asuit) e della Fondazione Serena ETS, che gestisce il Centro.
L'obiettivo dichiarato è trasformare la convenzione in un cambio di paradigma: non un mero rinnovo formale ma l'avvio di un modello organizzativo volto a superare i confini tradizionali tra ospedale e domicilio, e a portare le cure «nel cuore del territorio» per le persone con malattie neuromuscolari.
Attori e finalità dell'intesa
All'incontro erano presenti, tra gli altri, Antonio Ferro (direttore generale di Asuit), Alberto Fontana (segretario dei Centri Clinici NeMO), Jacopo Bonavita (direttore del Dipartimento transmurale riabilitazione), Riccardo Zuccarino (direttore clinico e scientifico del Centro NeMO Trento) e Simone Cecchetto (direttore dell'Unità operativa direzione professioni sanitarie del Dipartimento riabilitazione). L'appuntamento è servito a condividere obiettivi strategici e organizzativi per il prossimo triennio, frutto della collaborazione consolidata tra Asuit e Fondazione Serena ETS.
- Rafforzare la presa in carico globale della persona con malattia neuromuscolare.
- Creare un collegamento più stretto tra l'alta specializzazione offerta a Villa Rosa e i servizi territoriali.
- Integrare l'offerta con Case della Comunità, Ospedali di Comunità, servizi domiciliari e Centrali operative territoriali.
Il legame con il DM 77 e la riorganizzazione dell'assistenza territoriale
La nuova fase del Centro NeMO Trento si inserisce nel più ampio processo di riorganizzazione dell'assistenza territoriale previsto dal DM 77. La priorità, come spiegato dai promotori, è costruire un vero continuum di cura tra servizi specialistici e rete locale, per ridurre le discontinuità assistenziali e facilitare il supporto alle famiglie.
La strategia prospettata implica un rafforzamento dei collegamenti operativi con i seguenti servizi:
| Servizio | Funzione |
|---|---|
| Case della Comunità | Assistenza territoriale di prossimità |
| Ospedali di Comunità | Sostegno riabilitativo locale |
| Servizi di cure domiciliari e palliative | Assistenza al domicilio |
| Centrali operative territoriali (COT) | Coordinamento e risposta alle esigenze cliniche |
Conseguenze pratiche per pazienti e famiglie
Per chi convive con una malattia neuromuscolare e per i loro familiari, il rinnovo prospetta un maggior coordinamento tra livelli assistenziali: dalla diagnosi e dall'alta specializzazione alla gestione quotidiana sul territorio. In termini concreti, l'intento è limitare frammentazioni, velocizzare percorsi di presa in carico e favorire l'accesso a interventi riabilitativi e domiciliari coordinati.
Resta da vedere come si tradurranno le linee strategiche in procedure operative, risorse e percorsi di integrazione effettiva: la convenzione è la cornice; la sfida sarà implementare reti funzionanti sul territorio provinciale.
Tempi e prossimi passi
Il documento presentato definisce gli obiettivi per il prossimo triennio e punta a consolidare la collaborazione tra Asuit e Fondazione Serena ETS. Nei prossimi mesi saranno necessari atti attuativi e sinergie con le strutture territoriali per mettere a regime il modello delineato e monitorarne gli esiti in termini di continuità di cura e soddisfazione degli utenti.
Per la comunità trentina, l'iniziativa rappresenta un tentativo di rendere più vicine e integrate le prestazioni riabilitative e di cura per una categoria di pazienti che richiede alta specializzazione e continuità assistenziale.