Coordinamento provinciale per contrastare un parassita che minaccia piante e prati
Un incontro operativo a Rovereto ha messo in luce la necessità di una risposta coordinata per arginare l'avanzata della Popillia japonica, insetto alieno già presente in varie aree italiane e ora segnalato in punti critici anche nel Trentino meridionale. All'iniziativa, promossa dall'amministrazione comunale e partecipata dal Servizio Fitosanitario della Provincia autonoma di Trento e dalla Fondazione Edmund Mach, hanno preso parte rappresentanti di enti locali, cantine, associazioni agroalimentari e imprese di manutenzione del verde.
"La minaccia della Popillia japonica...sta iniziando a radicarsi anche in Trentino"
Gli esperti intervenuti hanno rilevato presenze significative nei pressi delle aree di servizio lungo l'autostrada, in particolare agli svincoli di Nogaredo Est e Ovest, e in località vicino a Brentino Belluno (Verona). Sebbene al momento le colonie non siano definite «gigantesche», il trend di diffusione è considerato preoccupante e merita azioni tempestive per evitare danni a colture e tappeti erbosi.
Gli esemplari adulti attaccano foglie di molte specie arboree e colture, mentre le neanidi e le uova, deposte nel terreno, compromettono l'apparato radicale del tappeto erboso. In concreto, ogni femmina può deporre un numero elevato di uova, favorevole a rapide crescite di popolazione quando le condizioni ambientali lo consentono.
Misure operative e attività previste
- Potenziare il monitoraggio con l'installazione di trappole di cattura nei punti sensibili e controlli periodici nei vigneti e frutteti.
- Ispezioni territoriali dedicate da parte del Servizio Fitosanitario e della Fondazione Mach per verificare focolai e fornire indicazioni tecniche agli operatori agricoli.
- Coinvolgimento delle comunità locali: informazione rivolta a imprese di manutenzione del verde, consorzi e cittadini per individuare segni di presenza e segnalare tempestivamente osservazioni.
- Sperimentazione di strumenti innovativi, tra cui l'impiego di cani addestrati alla ricerca dei focolai, per migliorare l'efficacia delle attività di sorveglianza.
Le ricadute pratiche sono immediate: le aziende vitivinicole e frutticole della Vallagarina e delle zone limitrofe devono monitorare costantemente i vigneti e gli alberi da frutto; i gestori di spazi verdi pubblici e privati dovranno rafforzare l'attenzione sullo stato dei prati e intervenire tempestivamente in caso di sintomi sospetti.
Dati e punti sul territorio
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Partecipanti alla serata | circa 40 rappresentanti di enti e operatori |
| Aree con segnalazioni | svincoli Nogaredo Est/Ovest; zona Brentino Belluno (VR) |
| Uova per femmina | 60–100 (stima biologica riportata dagli esperti) |
Il Servizio Fitosanitario provinciale, insieme alla Fondazione Mach, ha già predisposto una serie di azioni prioritarie: intensificazione del posizionamento di trappole, campagne informative mirate e sopralluoghi tecnici. L'approccio è quello della sorveglianza precoce e dell'intervento localizzato per limitare l'espansione senza ricorrere subito a trattamenti massivi.
Per i cittadini, i segnali da osservare includono: foglie rosicchiate o forate in modo marcato sugli alberi da frutto e sulle viti, chiazze gialle e diradamento del tappeto erboso. Chi dovesse riscontrare tali sintomi è invitato a segnalarli alle autorità fitosanitarie provinciali o al proprio comune affinché siano prontamente verificate.
Lo scenario evidenzia come la lotta alle specie invasive richieda sinergia tra istituzioni, centri di ricerca e mondo agricolo. Le prossime settimane saranno decisive per definire l'efficacia delle misure di contenimento e per evitare che la Popillia japonica trovi nuovo terreno fertile per stabilirsi in modo permanente sul territorio trentino.
Fonte: nota stampa del Comune di Rovereto, Servizio Fitosanitario della Provincia autonoma di Trento e Fondazione Edmund Mach.