Un piano pluriennale per mettere in sicurezza i ponti provinciali
La Provincia di Modena ha presentato il piano di manutenzione per le sue infrastrutture viarie, con un impegno economico complessivo di 42 milioni di euro destinati a lavori fino al 2029. L'ente gestisce quasi 1.000 chilometri di strade provinciali e un patrimonio di opere d'arte stradali che comprende 185 ponti con luce superiore ai 6 metri e circa 350 opere minori con luce inferiore ai 6 metri.
Si tratta di un programma di ampio respiro, che prosegue il percorso di monitoraggio e intervento avviato dopo il crollo del ponte Morandi a Genova e sulla base delle direttive ministeriali in materia di sicurezza delle infrastrutture. Il piano prevede operazioni su 117 dei 185 ponti in gestione provinciale entro il termine indicato.
Interventi in corso e cantieri in progettazione
Alcuni lavori sono già visibili sul territorio: nella Bassa modenese operai sono impegnati sul ponte sul Secchia a Concordia. Altri interventi sono in fase di progettazione e riguardano in modo più diretto i Comuni di Novi e Carpi. In particolare sono in avanzata progettazione:
- interventi sui ponti sul canale Fossa Raso e sulla fossetta Cappello lungo la Strada Provinciale 8, nel territorio di Novi;
- progettazione per il ponte sul Cavo Lama tra Carpi e Novi, al 33° chilometro della Strada Provinciale 468 "Romana nord".
Lo scorso anno la Provincia aveva già effettuato lavori sul Cavo Lama, intervenendo sul ponte della Strada Provinciale 8 tra Novi e San Possidonio.
«Il dramma del ponte Morandi ci ha ricordato l’importanza della manutenzione delle nostre strutture, che devono essere sicure per l’incolumità di tutti. Le vittime di quella tragedia sono un monito, per tutti noi, ad operare sempre con la massima professionalità e attenzione»
La frase è stata pronunciata dal presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, per giustificare la continuità e l'intensificazione degli interventi di manutenzione.
Epoche diverse, esigenze diverse
Nel territorio provinciale convivono opere di epoche molto differenti: dal ponte Motta sul Secchia (tra Cavezzo e Carpi), aperto al transito nel 1888, al ponte storico del Navicello sul Panaro (tra Modena e Nonantola) del 1886, fino a infrastrutture più recenti come il ponte di Bomporto sul Panaro tra Bomporto e Ravarino, aperto nel 2017, e il ponte della Pedemontana sul torrente Nizzola, entrato in funzione nel 2025. Questa varietà cronologica impone interventi calibrati sui diversi materiali e tecnologie costruttive, con rilievi strutturali specifici e programmi di consolidamento personalizzati.
Implicazioni per i cittadini e per la circolazione
Il piano è pensato per diminuire i rischi e garantire continuità del servizio viario provinciale. Tuttavia, nel periodo dei lavori è prevedibile che alcune tratte subiscano limitazioni o chiusure temporanee, con possibili ripercussioni sulla mobilità locale, in particolare per i pendolari e per i mezzi pesanti che percorrono assi strategici della Bassa modenese.
Per questo motivo la Provincia ha già attivato monitoraggi e cantieri programmati, con lo scopo di ridurre al minimo i disagi e coordinare la tempistica degli interventi in sinergia con i Comuni interessati e le autorità di polizia locale.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Strade provinciali | ~1.000 km |
| Ponti con luce > 6 m | 185 |
| Opere minori < 6 m | ~350 |
| Ponti con intervento previsto | 117 (fino al 2029) |
| Impegno finanziario | 42 milioni di euro |
Per i residenti di Novi, Carpi e dei Comuni limitrofi è importante seguire gli aggiornamenti della Provincia sulle fasi progettuali e sulla programmazione dei cantieri: informazioni che verranno comunicate attraverso i canali istituzionali e i bollettini locali non appena saranno definite le misure di viabilità alternativa e i cronoprogrammi.
La manutenzione dei ponti è considerata una priorità per la sicurezza collettiva e per la tutela della rete viaria provinciale: il piano in corso rappresenta un passo significativo verso la riduzione dei rischi legati a infrastrutture vetuste e il miglioramento della resilienza del territorio.