Un bacino naturale sotto pressione: le segnalazioni dal territorio
È stato protocollato nelle ultime ore un atto di indirizzo del consigliere comunale Sergio Firrincieli relativo alla tutela, al decoro e alla sicurezza dell’area circumlacuale del bacino di Santa Rosalia. Nel documento il consigliere descrive un luogo di valore paesaggistico e naturalistico che però, a suo avviso, resta privo di una strategia organica di gestione e valorizzazione.
Secondo l’atto, l’area — considerata tra le più suggestive del territorio ragusano — non ha ricevuto lo stesso livello di attenzione garantito ad altre zone forestali della provincia, dove invece sono presenti servizi, spazi attrezzati e regole chiare per la fruizione pubblica.
Rischi concreti e comportamenti che preoccupano
Firrincieli richiama l’attenzione su fenomeni che si manifestano frequentemente nella fascia attorno al bacino: campeggio abusivo, abbandono di rifiuti e soprattutto l’accensione di fuochi e barbecue in aree non idonee. Il consigliere sottolinea come questa situazione possa determinare un elevato rischio di innesco di incendi, con possibili danni irreversibili al patrimonio boschivo e pericoli per l’incolumità dei cittadini.
«La tutela di un’area così delicata non può essere affidata a un solo ente, ma richiede una sinergia istituzionale capace di garantire controlli efficaci e continui»
La richiesta: un tavolo e interventi puntuali
Per contrastare queste criticità l’atto chiede al sindaco e alla Giunta l’istituzione di un tavolo di coordinamento urgente che coinvolga Comune, Demanio forestale, Corpo forestale, Autorità di bacino, forze dell’ordine e polizia locale. Tra le proposte operative indicate nel documento figurano:
- la progettazione di un’area attrezzata pubblica con tavoli e punti cottura in muratura a norma antincendio;
- l’installazione di servizi igienici e punti acqua;
- contenitori per la raccolta differenziata;
- cartellonistica chiara e multilingue (italiano, inglese, arabo, spagnolo e cinese) con divieti e prescrizioni;
- intensificazione dell’attività sanzionatoria contro le pratiche abusive e interventi periodici di pulizia e decoro.
Chi deve intervenire e perché
Il nucleo della proposta è la cooperazione tra più enti: il consigliere indica che nessun singolo soggetto può da solo gestire in modo efficace una realtà come quella della diga, caratterizzata da valenza naturalistica e da una fruizione pubblica non controllata. Controlli più efficaci e regole di fruizione potrebbero ridurre i comportamenti pericolosi e migliorare l’accessibilità dell’area per residenti e visitatori.
| Intervento chiesto | Enti indicati |
|---|---|
| Area attrezzata con punti cottura e servizi | Comune, Autorità di bacino, Demanio forestale |
| Cartellonistica multilingue | Comune |
| Controlli e sanzioni rafforzate | Forze dell’ordine, polizia locale, Corpo forestale |
| Pulizia periodica e decoro | Comune e servizi di raccolta rifiuti |
Impatto locale e prossimi passi
Per i residenti della zona e per chi frequenta la diga, le misure proposte potrebbero tradursi in una fruizione più ordinata e sicura del bacino, con ambienti attrezzati e regole chiare che riducono il rischio di incendi e l’abbandono di rifiuti. L’atto di indirizzo apre ora la fase politica e amministrativa: la palla passa al sindaco e alla Giunta, che sono chiamati a valutare l’istituzione del tavolo e a programmare interventi concreti in collaborazione con gli enti interessati.
Resta da vedere se e quando verranno fissati incontri e stanziate risorse per la progettazione delle infrastrutture richieste. Nel frattempo, la segnalazione evidenzia una tensione tra il valore naturale del sito e l’assenza di regole che ne garantiscano la conservazione.
Qualsiasi azione futura dovrà bilanciare tutela ambientale, sicurezza antincendio e possibilità di fruizione pubblica: passaggi che interesseranno direttamente la vita quotidiana dei cittadini e la gestione del patrimonio naturalistico della provincia di Ragusa.