Stato di emergenza per la Sicilia dopo i roghi estivi
La giunta regionale ha deliberato la dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza per la durata di un anno in seguito agli incendi che, nel mese scorso, hanno colpito vasti territori dell'isola. La misura interessa in modo rilevante anche l'area dei Monti Sicani, al confine tra le province di Agrigento e Palermo, dove le fiamme hanno provocato danni ad aree boschive, colture e infrastrutture locali, e dove si è resa necessaria l'evacuazione temporanea di centinaia di persone.
Il provvedimento è stato predisposto dalla struttura regionale della Protezione civile e punta a rendere disponibili strumenti e risorse per il pronto intervento, il ripristino delle condizioni di sicurezza e il sostegno alle comunità colpite. Già approvato un primo pacchetto finanziario da 25 milioni di euro, suddiviso in 15 milioni per attività di Protezione civile e 10 milioni destinati a ristori per danni ad aziende agricole e zootecniche.
- Ambito territoriale: principali Comuni coinvolti nei Monti Sicani e nelle aree interne.
- Danni stimati: una prima stima complessiva parla di circa 50 milioni di euro in otto province siciliane.
- Interventi: interventi urgenti di ripristino e misure di sostegno per imprese e famiglie.
La situazione più critica relativa ai danni registrati riguarda il territorio palermitano, con una stima di circa 38 milioni di euro. Tra i comuni agrigentini, le perdite più pesanti sono state rilevate a Santo Stefano Quisquina e Bivona, dove i conti preliminari parlano rispettivamente di circa 4 milioni e di 700 mila euro di danni tra patrimonio pubblico e privato.
| Voce | Importo stimato |
|---|---|
| Danni complessivi (8 province) | ~50.000.000 € |
| Pacchetto regionale iniziale | 25.000.000 € |
| Di cui Protezione civile | 15.000.000 € |
| Ristori alle imprese agricole/zootecniche | 10.000.000 € |
| Palermitano (stima danni) | ~38.000.000 € |
| Santo Stefano Quisquina | ~4.000.000 € |
| Bivona | ~700.000 € |
I sindaci dei comuni più colpiti hanno già attivato misure locali di ristoro per le aziende agricole e zootecniche; inoltre non mancano iniziative di solidarietà da parte di associazioni e cittadini. Sul piano operativo, le condizioni meteorologiche — in particolare le alte temperature e i venti favorevoli alla propagazione — hanno complicato il lavoro dei mezzi di spegnimento e reso necessari interventi coordinati tra vigili del fuoco, forze della Protezione civile e volontari.
Per le comunità locali la priorità è ora la messa in sicurezza dei terreni e delle infrastrutture, la tutela delle attività produttive e il supporto alle famiglie che hanno subito danni diretti. Le risorse stanziate dalla Regione rappresentano un primo passo, ma le stime dei danni sono ancora in aggiornamento e potrebbero richiedere ulteriori interventi finanziari e tecnici nelle prossime settimane.
Le amministrazioni comunali interessate continueranno a monitorare la situazione, coordinandosi con la Protezione civile regionale e con gli enti preposti per le verifiche e la pianificazione degli interventi di ricostruzione e prevenzione. Gli agricoltori e gli allevatori danneggiati sono invitati a segnalare tempestivamente le perdite alle autorità competenti per poter accedere ai contributi previsti.