Territorio e aziende sotto osservazione dopo i vasti incendi
Si è aperta a Agrigento la fase della conta dei danni conseguenti agli incendi che nelle scorse giornate hanno interessato il comprensorio dei Monti Sicani. I primi sopralluoghi e le richieste formali avanzate dai sindaci puntano a ottenere dalla Regione la dichiarazione dello stato di calamità, ritenuta necessaria per avviare misure di sostegno alle imprese e per il ripristino del patrimonio boschivo e agricolo.
Le aree maggiormente colpite sono quelle dei comuni di Bivona, Cammarata e soprattutto Santo Stefano Quisquina, dove i roghi hanno lasciato danni estesi ad aziende agricole e zootecniche, ai pascoli e ai terreni coltivati. I sindaci si sono recati stamani ad Agrigento per un incontro con il presidente del Libero Consorzio, Giuseppe Pendolino, per illustrare la situazione e chiedere un coordinamento immediato con la Regione.
Richieste delle amministrazioni e delle associazioni
Il primo cittadino di Bivona, Milko Cinà, ha sottolineato l’urgenza di misure che consentano alle aziende di riprendere l’attività produttiva il prima possibile. Anche Legacoop ha sollecitato la Regione perché attivi rapidamente lo stato di calamità per le comunità coinvolte, evidenziando le perdite di produzioni, investimenti e lavoro che le cooperative stanno registrando.
“E’ necessario e urgente, aiutare le nostre aziende a riprendere l’attività”, ha dichiarato il primo cittadino di Bivona Milko Cinà.
Il rappresentante regionale di Legacoop, Mimmo Pistone, ha definito le immagini dai Monti Sicani come “il simbolo di una sconfitta collettiva”, richiamando l’attenzione sui danni economici e sociali che si stanno accumulando.
Richieste sul piano nazionale e sicurezza dei soccorsi
La parlamentare agrigentina Ida Carmina ha chiesto che il governo nazionale riferisca in Parlamento con la massima urgenza sulla situazione degli incendi e sulle condizioni in cui hanno operato i Vigili del Fuoco e gli altri soccorritori. Nella sua richiesta viene sottolineata la necessità di rafforzare il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, colmare le carenze di organico e garantire condizioni di lavoro più sicure per il personale impegnato nelle emergenze.
La morte del caporeparto Alessandro Marchì, avvenuta durante le operazioni di spegnimento di un incendio nel territorio di Caltanissetta, ha inoltre acceso il dibattito sul livello di tutela e supporto necessario per chi interviene in prima linea contro gli incendi.
Impatto locale e prossime fasi
Sul piano locale la priorità indicata dalle amministrazioni è duplice: ottenere le dichiarazioni e i finanziamenti utili per il recupero del comparto agricolo e boschivo, e organizzare azioni immediate di monitoraggio e prevenzione per limitare ulteriori riprese dell’attività incendiaria. Il coinvolgimento della Provincia e della Regione sarà decisivo per definire i criteri di accesso agli aiuti e gli interventi di ripristino.
- Aree colpite: Bivona, Cammarata, Santo Stefano Quisquina.
- Richieste istituzionali: stato di calamità regionale, sostegni per aziende agricole e zootecniche.
- Questioni aperte: supporto al personale dei soccorsi e verifica delle dotazioni e degli organici.
| Comune | Principale problema segnalato |
|---|---|
| Bivona | Danni ad aziende agricole e terreni coltivati |
| Cammarata | Perdita di pascoli e patrimonio boschivo |
| Santo Stefano Quisquina | Danni ingenti alle imprese zootecniche e agricole |
Nei prossimi giorni si attendono le istruttorie tecniche e le verifiche che definiranno l’entità degli interventi necessari. Per i residenti e gli operatori locali la preoccupazione resta alta: la ricostruzione e il sostegno alle produzioni locali richiederanno risorse e tempi certi, oltre a misure concrete per migliorare la prevenzione e la capacità di risposta alle emergenze.