Vertenza chiusa in parte: flussi in entrata per il bilancio provinciale
La Provincia di Belluno registra nei conti una significativa immissione di risorse da parte di Enel, a seguito dell'adeguamento dei canoni idrici. Negli ultimi mesi il grande produttore idroelettrico ha iniziato a trasferire la parte fissa maggiorata per il 2026 e, secondo quanto emerso dai contatti con la struttura di Palazzo Piloni, avrebbe avviato anche il pagamento degli arretrati. Sul tavolo ci sarebbero cifre importanti: oltre 14 milioni di euro riferiti alla quota fissa 2026 (rispetto ai soliti 12 milioni) e un trasferimento degli arretrati stimato attorno a 40 milioni. In totale, almeno 52 milioni solo per quest'anno.
“Eppur si muove. Anzi, eppur paga.”
La vicenda nasce dallo spostamento normativo introdotto dalla Regione Veneto: dalla primavera del 2023 la quota fissa dei canoni è stata fissata a 40 euro per kilowatt prodotto, rispetto ai precedenti 32,36 euro. Parallelamente la componente variabile, calcolata come percentuale del fatturato annuo, è stata portata dal 5% al 6% a partire dal 2024. Enel, fino a oggi, aveva corrisposto solo la quota fissa ma mantenendo l'importo precedente di 32,36 euro e aveva contestato in sede giudiziaria gli adeguamenti regionali, impugnando i provvedimenti. La Provincia aveva stimato un mancato introito di qualche milione l'anno per la sola quota fissa (indicativamente almeno 2 milioni annui) e di circa 18-19 milioni l'anno per la quota variabile.
La disputa è stata portata davanti al Tribunale superiore delle acque pubbliche (Tsap) e si era protratta in una fase di forte contrasto tra il produttore idroelettrico e gli enti territoriali (Regione e Provincia). Le recenti controparti tecniche e amministrative avrebbero tuttavia portato ad una svolta che ora si traduce in entrate concrete per l'ente provinciale.
- Entrate certificate: oltre 14 milioni per la quota fissa 2026 già disponibili nelle casse della Provincia.
- Arretrati: trasferimento avviato per circa 40 milioni, secondo quanto riferito dall'amministrazione.
- Impatto stimato: almeno 52 milioni nel 2026 per la Provincia di Belluno, tra quota fissa aggiornata e arretrati.
Per la comunità bellunese queste somme possono tradursi in maggiore capacità di spesa per servizi locali, investimenti in infrastrutture o riduzione del ricorso a tagli e recuperi di efficienza. Ad oggi non sono ancora stati ufficializzati provvedimenti amministrativi che destinino queste risorse a voci specifiche del bilancio: sarà compito dell'ente definire priorità e destinazioni, anche alla luce delle necessità del territorio montano.
| Voce | Valore riportato |
|---|---|
| Quota fissa per kw (dal 2023) | 40 euro |
| Quota fissa precedente | 32,36 euro |
| Quota variabile (fino al 2023) | 5% |
| Quota variabile (dal 2024) | 6% |
| Versamento quota fissa 2026 | oltre 14 milioni |
| Arretrati in trasferimento | circa 40 milioni |
| Totale stimato 2026 | almeno 52 milioni |
La chiusura parziale del contenzioso solleva interrogativi pratici: quali priorità indicherà la Provincia per l'impiego delle risorse? Verranno impiegate per rafforzare i servizi sociali, migliorare la manutenzione delle strade e delle opere idriche, o per interventi di tutela del territorio montano? Le decisioni avranno una ricaduta diretta sulla qualità della vita nei comuni bellunesi.
Dal punto di vista normativo resta aperta la questione della quota variabile: la stima del mancato introito per la Provincia era di circa 18-19 milioni l'anno. Se Enel dovesse essere chiamata a regolarizzare anche quella parte, gli effetti sui conti provinciali sarebbero ulteriori e significativi; tuttavia la fonte disponibile riferisce allo stato attuale soltanto dei trasferimenti in corso sulla quota fissa e sugli arretrati monitorati.
La vicenda ha mostrato come l'adeguamento tariffario stabilito dalla Regione abbia impatti concreti sui bilanci locali e come le dispute giudiziarie possano procrastinare introiti fondamentali per gli enti montani. Nei prossimi giorni la Provincia dovrebbe comunicare ufficialmente la destinazione delle somme già accreditate e fornire chiarimenti sulla tempistica dei versamenti residui.
Per i cittadini e per le amministrazioni comunali della provincia, il flusso di risorse rappresenta un'opportunità per intervenire sui bisogni territoriali, ma richiede decisioni tempestive e trasparenti per massimizzare il beneficio pubblico.