La giunta comunale di Como ha approvato una delibera che vieta la circolazione in bicicletta in 30 vie del centro storico. Il provvedimento, annunciato nei giorni scorsi, non è ancora pienamente operativo: per diventare esecutivo necessita infatti dell’ordinanza della polizia locale, attesa entro pochi giorni secondo quanto comunicato dal municipio.
Quali aree sono coinvolte e perché
Le strade interessate collegano la porta d’accesso alla città murata con piazza San Fedele, il Duomo e il lato del lago che dà sul centro storico. Si tratta, come rileva la delibera, delle vie più larghe del nucleo antico e per questo spesso utilizzate da ciclisti; sono anche tra le aree con la maggiore presenza di turisti a passeggio. Secondo l’amministrazione lo scopo principale è tutelare la sicurezza dei pedoni ed evitare incidenti lungo i percorsi più affollati.
- Misura: divieto di circolazione in sella, obbligo di condurre la bici a mano nelle vie indicate.
- Motivazione ufficiale: prevenzione degli incidenti tra ciclisti e pedoni, in particolare nelle zone turistiche e pedonali.
- Fase di attuazione: necessaria ordinanza della polizia locale per l'effettiva entrata in vigore.
Reazioni e contestazioni
Il provvedimento ha suscitato subito critiche, in particolare tra residenti abituati a utilizzare la bicicletta in centro e tra esponenti politici dell'opposizione. Alcuni critici hanno interpretato la norma come una misura eccessiva o punitiva, considerandola poco concertata con gli utenti e senza alternative di mobilità adeguate nel breve periodo.
La delibera cita espressamente il gran numero di turisti come una delle ragioni della modifica delle regole, ma alla polemica si aggiunge un elemento di natura personale: il sindaco Alessandro Rapinese era stato investito da una bici elettrica lo scorso 18 luglio, riportando lividi e contusioni. Lo stesso Rapinese ha ammesso il legame tra il suo episodio e l’iniziativa della giunta in un video di spiegazione pubblicato nei giorni scorsi. Alla domanda sulle motivazioni personali, il sindaco ha dichiarato:
«In altre città prima il bambino finisce in ospedale, poi la politica si muove, in questo caso non sono finito nemmeno in ospedale, sono stato centrato da una bici, ho raccolto informazioni e da lì è nato il provvedimento».
Per questo alcuni esponenti politici hanno parlato di una decisione influenzata da un fatto personale. Il sindaco, pur richiamando l’episodio subito, ha citato anche altri casi di incidenti fra ciclisti e pedoni, sia a Como sia in altre realtà, come elementi a supporto della scelta.
Impatto pratico per i comaschi
Finché non sarà firmata l’ordinanza della polizia locale, la delibera rimane una decisione di maggioranza che necessita del passaggio amministrativo per produrre effetti concreti. Tuttavia, a regime, il divieto comporterà cambiamenti immediati nelle abitudini dei residenti e dei lavoratori del centro storico: chi usa la bicicletta per spostarsi fra la porta della città murata, piazza San Fedele, il Duomo e il lungolago dovrà condurre la bici a mano o scegliere percorsi alternativi.
| Area | Caratteristica | Misura prevista |
|---|---|---|
| Collegamento porta d'accesso – piazza San Fedele | Via di passaggio verso il cuore del centro | Divieto di circolazione in sella |
| Percorsi verso il Duomo | Zone con elevato flusso pedonale | Obbligo di condurre la bici a mano |
| Lato del lago adiacente al centro storico | Area frequentemente scelta da turisti e ciclisti | Divieto e possibili restrizioni di accesso |
Il Comune non ha al momento reso note sanzioni specifiche né il dettaglio delle vie coinvolte nell’elenco ufficiale pubblicato con la delibera; tali informazioni dovrebbero comparire con l’ordinanza della polizia locale, che definirà tempi e modalità di applicazione e i controlli previsti.
Nei prossimi giorni è atteso il passaggio amministrativo che renderà operativo il divieto: gli abitanti e i commercianti del centro osservano con attenzione, mentre le opposizioni annunciano che valuteranno eventuali iniziative per contestare la scelta se non saranno presentate soluzioni alternative per la mobilità dolce nel cuore della città.