Persistono i tuffi al Ponte della Civera nonostante ordinanza e multe
A oltre un mese dall'entrata in vigore dell'ordinanza comunale che vieta tuffi, salti e lanci in acqua dal Ponte della Civera e dalle pertinenze lacuali, la situazione non mostra segni di miglioramento. L'atto, firmato il 7 luglio dal sindaco e valido fino al 15 settembre, è accompagnato da controlli e sanzioni da parte delle forze dell'ordine, ma i comportamenti a rischio continuano.
«La situazione è pressoché la medesima. Lungi da me fare facili battute ma davvero, su questo tratto di lago, anche recentemente stazionava “un mare” di gente: quasi un esodo biblico, un’invasione di cavallette. A breve, come Comune ci troveremo di nuovo con gli altri Enti preposti al controllo dell’area per stabilire se intraprendere ulteriori azioni e, nel caso, quali»
La frase del sindaco Massimo Morini sintetizza la preoccupazione dell'amministrazione per una problematica che è sia di ordine pubblico sia di sicurezza personale. Accanto ai tuffi dal ponte, preoccupano le incursioni su proprietà private e l'uso di tetti e altre strutture come trampolini improvvisati: episodi che sono stati più volte segnalati e che generano rischi concreti per i protagonisti e per chi si trova nei dintorni.
Fattori che alimentano il fenomeno
Tra le cause segnalate dagli agenti e dai residenti ci sono:
- La stagione estiva e le alte temperature, che aumentano la frequentazione delle rive;
- La viralità sui social network, dove video di tuffi sfidanti raccolgono like e visualizzazioni;
- La sottovalutazione del pericolo da parte dei giovani, spesso troppo attratti dall'effetto spettacolare delle immagini condivise.
Un caso emblematico diventato virale mostra un giovane che si tuffa dopo avere in mano la multa appena ricevuta, gesto che ha avuto ampia risonanza sui canali social e che le forze dell'ordine hanno comunque sanzionato: la multa resta dovuta.
Possibili sviluppi e misure sul tavolo
Il Comune ha annunciato un incontro con gli altri enti competenti per valutare azioni aggiuntive. Tra le misure ipotizzabili, senza che siano state ancora prese decisioni ufficiali, si possono individuare alcune opzioni pratiche già discusse in contesti analoghi:
| Area di intervento | Tipologia di misura |
|---|---|
| Controllo | maggiore presenza delle forze dell'ordine e pattugliamenti mirati |
| Prevenzione | campagne informative rivolte ai giovani e ai visitatori |
| Barriere fisiche | installazione di cartellonistica e, dove possibile, barriere o recinzioni |
| Sanzioni | irrobustimento delle multe e verifiche sulle proprietà private violate |
Ogni opzione comporta costi, responsabilità e necessità di collaborazione tra Comune, forze dell'ordine e, se del caso, altri enti coinvolti nella gestione del lago e dell'area.
Cosa devono sapere i residenti e i visitatori
Per chi frequenta la zona è importante ricordare che l'ordinanza è attualmente in vigore e che il mancato rispetto del divieto può comportare sanzioni amministrative. Inoltre, le situazioni di pericolo non riguardano soltanto gli autori dei tuffi: chi si trova sott'acqua o a riva può essere coinvolto in incidenti e piccoli soccorsi, impegnando mezzi e personale.
Il Comune auspica che il luogo torni a essere apprezzato per la sua bellezza e non come palcoscenico di gesti pericolosi. Nei prossimi giorni la riunione tra gli enti interessati dovrebbe chiarire gli eventuali passi successivi e le misure che saranno adottate per ridurre il fenomeno.
Impatto locale: la questione interessa direttamente chi abita a Nesso e i Comuni limitrofi, i bagnanti estivi e chi lavora nel turismo lacustre: una soluzione richiederà coordinamento e un equilibrio tra tutela della sicurezza pubblica e fruizione degli spazi.