Interventi sul patrimonio comunale per riportare in uso oltre cento case
Il Comune di Vicenza ha illustrato il bilancio e la programmazione delle politiche dell'abitare, presentando un piano da 14.947.955,54 euro per il recupero di 174 appartamenti del patrimonio pubblico. L'obiettivo dichiarato è abbattere la quota di immobili sfitti: dal 30% registrato nel 2023 fino al 17% previsto entro la fine del 2027.
La fotografia aggiornata del patrimonio comunale segna complessivamente 1.553 alloggi: di questi, 1.473 appartengono all'edilizia residenziale pubblica (ERP) e 80 sono non ERP. Al 31 dicembre 2025 risultavano assegnate 1.057 unità, mentre 496 erano libere; fra queste, 52 sono destinate alla vendita perché giudicate non strategiche.
Finanziamenti e fonti: mix comunale, regionale, europeo e PNRR
Il piano di quasi 15 milioni si regge su un mix di risorse pubbliche e comunitarie. La ripartizione è così descritta:
- 4,5 milioni circa da fondi comunali (30,8%);
- 2,2 milioni da finanziamenti della Regione Veneto (15,2%);
- 5,3 milioni provenienti dai fondi europei SISUS – PR FESR (36,1%);
- 2,6 milioni da risorse del PNRR (18%).
| Voce | Importo (€) | Percentuale |
|---|---|---|
| Fondi comunali | ~4.5M | 30,8% |
| Regione Veneto | 2.200.000 | 15,2% |
| Fondi europei (SISUS – PR FESR) | 5.300.000 | 36,1% |
| PNRR | 2.600.000 | 18% |
| Totale | 14.947.955,54 |
Tempistiche e ricadute per le famiglie
Del complesso dei 174 alloggi programmati per il biennio 2026-2027, i primi 30 saranno recuperati e consegnati alle famiglie già durante il prossimo autunno. Gli interventi puntano a ridurre il numero di unità vuote e a rendere disponibile un maggiore numero di alloggi ERP per le assegnazioni comunali.
Il Comune intende inoltre utilizzare i proventi derivanti dalla vendita dei 52 alloggi non strategici — stimati in circa 2,4 milioni di euro — per reinvestirli nel recupero del patrimonio ERP rimanente. Tra i piani operativi c'è anche la partecipazione a futuri bandi: gli uffici comunali si stanno predisponendo per candidarsi al bando del Piano casa nazionale e al nuovo avviso della Regione Veneto previsto tra fine estate e autunno, con l'obiettivo di intercettare ulteriori risorse esterne.
Impatto sulla gestione e sui servizi
Il recupero degli immobili riguarda non solo il rifacimento degli alloggi, ma implica anche attività d'ufficio legate alle assegnazioni, alle alienazioni e al coordinamento dei cantieri. Ridurre il tasso di vuoto al 17% significa aumentare la disponibilità di case per le famiglie in graduatoria e potenzialmente diminuire la pressione sulle liste d'attesa.
Restano aperte alcune incognite operative: la durata effettiva dei lavori, la capacità di rispettare le tempistiche annunciate e l'esito dei bandi esterni cui il Comune intende partecipare. Per ora, il piano fornisce una dote finanziaria e un calendario che, se rispettati, porteranno a una riduzione tangibile degli alloggi vuoti a favore delle politiche abitative cittadine.