Rilevamento a Carpaneda riapre il dossier sulla contaminazione da PFAS
Un nuovo elemento si aggiunge al capitolo della contaminazione da PFAS nel territorio vicentino: ad essere interessato è un piccolo allevamento familiare nella zona occidentale del capoluogo. Durante un convegno organizzato dal Comune di Vicenza, è stato comunicato che un campione di uova prelevato presso quella realtà ha registrato valori di sostanze perfluoroalchiliche nettamente superiori ai parametri di riferimento europei.
Secondo i dati illustrati dall'organizzazione che ha presentato i risultati, la concentrazione riscontrata nel campione è pari a 13.600 nanogrammi per chilogrammo, a fronte di un valore di riferimento europeo indicato in 1.700 nanogrammi per chilogrammo. I campioni sono stati attribuiti a un allevamento domestico ubicato nella frazione di Carpaneda, nella periferia ovest di Vicenza, un'area che in passato è stata segnalata tra quelle coinvolte dalla contaminazione ricollegata allo stabilimento Miteni di Trissino.
"13.600 nanogrammi di PFAS per chilogrammo"
Tra i punti evidenziati durante l'incontro è emerso che le galline dell'allevamento sarebbero state nutrite utilizzando esclusivamente acqua di acquedotto pubblico, non acqua da pozzi privati. Questo dettaglio ha suscitato interrogativi: i pozzi sono tradizionalmente considerati più esposti a contaminazione, pertanto la presenza di PFAS non riconducibile a uso di acqua di pozzo impone verifiche sulle possibili vie di contaminazione ambientale e sulle pratiche agricole locali.
- Concentrazione rilevata nel campione: 13.600 ng/kg
- Valore di riferimento europeo: 1.700 ng/kg
- Località del campione: Carpaneda, Vicenza
La rete provinciale dei Gruppi di Acquisto Solidale e la rete regionale Zero PFAS, che hanno portato i dati all'attenzione pubblica, hanno chiesto alla Regione Veneto di adottare provvedimenti specifici: il divieto di commercializzazione e consumo delle uova provenienti da situazioni analoghe e un potenziamento dei controlli sugli alimenti prodotti nelle aree riconducibili alla contaminazione storica.
Per i cittadini della provincia, la notizia introduce implicazioni pratiche immediate: la potenziale presenza di PFAS negli alimenti di origine animale pone questioni di sicurezza alimentare, tracciabilità della filiera e tutela della fiducia dei consumatori locali. Le autorità sanitarie e ambientali dovranno ora valutare il campionamento estensivo, la ripetizione delle analisi e eventuali misure di gestione del rischio per prodotti commercializzati o destinati al consumo domestico.
Non sono state riportate nella nota fornite dall'organizzazione informazioni su eventuali analisi ripetute, sulla tipologia precisa di PFAS rilevata o sui passi compiuti finora dalle autorità competenti. È presumibile che, nelle prossime ore e giorni, Azienda Ulss e Arpav vengano coinvolte o già lo siano state, viste le competenze sul monitoraggio ambientale e sugli accertamenti sanitari. I cittadini interessati e i consumatori locali dovrebbero seguire gli aggiornamenti ufficiali per conoscere eventuali disposizioni su prelievi, divieti temporanei e raccomandazioni alimentari.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Concentrazione nel campione | 13.600 ng/kg |
| Riferimento europeo | 1.700 ng/kg |
| Località | Carpaneda (Vicenza) |
Le vicende legate ai PFAS nel Vicentino mantengono dunque alta l'attenzione pubblica: la scoperta evidenzia la necessità di un monitoraggio più capillare degli alimenti prodotti sul territorio e di una comunicazione chiara verso la popolazione. Le associazioni che hanno portato i dati chiedono trasparenza sugli esiti delle verifiche già avviate e misure stringenti per evitare il rischio che prodotti contaminati entrino nella catena alimentare.
Seguiranno aggiornamenti non appena le autorità locali e regionali renderanno noti ulteriori riscontri analitici o misure operative.