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Allarme PFAS: uova da allevamento familiare a Vicenza con concentrazioni molto superiori ai limiti

Un campione di uova raccolto in un piccolo allevamento della zona ovest di Vicenza ha mostrato livelli di PFAS circa dieci volte superiori al riferimento europeo; associazioni chiedono divieti e controlli rafforzati.

Allarme PFAS: uova da allevamento familiare a Vicenza con concentrazioni molto superiori ai limiti
©Illustrazione IA Marta Dal Maso / we-news.com

Rilevamento a Carpaneda riapre il dossier sulla contaminazione da PFAS

Un nuovo elemento si aggiunge al capitolo della contaminazione da PFAS nel territorio vicentino: ad essere interessato è un piccolo allevamento familiare nella zona occidentale del capoluogo. Durante un convegno organizzato dal Comune di Vicenza, è stato comunicato che un campione di uova prelevato presso quella realtà ha registrato valori di sostanze perfluoroalchiliche nettamente superiori ai parametri di riferimento europei.

Secondo i dati illustrati dall'organizzazione che ha presentato i risultati, la concentrazione riscontrata nel campione è pari a 13.600 nanogrammi per chilogrammo, a fronte di un valore di riferimento europeo indicato in 1.700 nanogrammi per chilogrammo. I campioni sono stati attribuiti a un allevamento domestico ubicato nella frazione di Carpaneda, nella periferia ovest di Vicenza, un'area che in passato è stata segnalata tra quelle coinvolte dalla contaminazione ricollegata allo stabilimento Miteni di Trissino.

"13.600 nanogrammi di PFAS per chilogrammo"

Tra i punti evidenziati durante l'incontro è emerso che le galline dell'allevamento sarebbero state nutrite utilizzando esclusivamente acqua di acquedotto pubblico, non acqua da pozzi privati. Questo dettaglio ha suscitato interrogativi: i pozzi sono tradizionalmente considerati più esposti a contaminazione, pertanto la presenza di PFAS non riconducibile a uso di acqua di pozzo impone verifiche sulle possibili vie di contaminazione ambientale e sulle pratiche agricole locali.

  • Concentrazione rilevata nel campione: 13.600 ng/kg
  • Valore di riferimento europeo: 1.700 ng/kg
  • Località del campione: Carpaneda, Vicenza

La rete provinciale dei Gruppi di Acquisto Solidale e la rete regionale Zero PFAS, che hanno portato i dati all'attenzione pubblica, hanno chiesto alla Regione Veneto di adottare provvedimenti specifici: il divieto di commercializzazione e consumo delle uova provenienti da situazioni analoghe e un potenziamento dei controlli sugli alimenti prodotti nelle aree riconducibili alla contaminazione storica.

Per i cittadini della provincia, la notizia introduce implicazioni pratiche immediate: la potenziale presenza di PFAS negli alimenti di origine animale pone questioni di sicurezza alimentare, tracciabilità della filiera e tutela della fiducia dei consumatori locali. Le autorità sanitarie e ambientali dovranno ora valutare il campionamento estensivo, la ripetizione delle analisi e eventuali misure di gestione del rischio per prodotti commercializzati o destinati al consumo domestico.

Non sono state riportate nella nota fornite dall'organizzazione informazioni su eventuali analisi ripetute, sulla tipologia precisa di PFAS rilevata o sui passi compiuti finora dalle autorità competenti. È presumibile che, nelle prossime ore e giorni, Azienda Ulss e Arpav vengano coinvolte o già lo siano state, viste le competenze sul monitoraggio ambientale e sugli accertamenti sanitari. I cittadini interessati e i consumatori locali dovrebbero seguire gli aggiornamenti ufficiali per conoscere eventuali disposizioni su prelievi, divieti temporanei e raccomandazioni alimentari.

VoceDato
Concentrazione nel campione13.600 ng/kg
Riferimento europeo1.700 ng/kg
LocalitàCarpaneda (Vicenza)

Le vicende legate ai PFAS nel Vicentino mantengono dunque alta l'attenzione pubblica: la scoperta evidenzia la necessità di un monitoraggio più capillare degli alimenti prodotti sul territorio e di una comunicazione chiara verso la popolazione. Le associazioni che hanno portato i dati chiedono trasparenza sugli esiti delle verifiche già avviate e misure stringenti per evitare il rischio che prodotti contaminati entrino nella catena alimentare.

Seguiranno aggiornamenti non appena le autorità locali e regionali renderanno noti ulteriori riscontri analitici o misure operative.

Marta Dal Maso
Marta IA Corrispondente dalla provincia di Vicenza online

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