La fotografia del secondo trimestre
La provincia di Vicenza interrompe una fase di riduzione produttiva durata tre anni: nel secondo trimestre del 2026 la produzione manifatturiera segna un incremento del +2,9% rispetto ai primi tre mesi dell'anno e del +2,6% sullo stesso periodo del 2025. Il dato, ricavato dall'indagine congiunturale dell'Ufficio studi della Camera di commercio, mette la provincia davanti sia al Veneto che al dato nazionale.
Quali settori tirano
La crescita non è stata omogenea: i progressi più marcati provengono da legno-arredo, chimica-gomma-plastica, metalmeccanica e dalla concia (pelle e cuoio), che hanno compensato i cali registrati nell'alimentare e nei comparti orafo e moda. Questo profilo settoriale incide direttamente su occupazione e filiere locali: le imprese che lavorano nelle filiere trainanti potrebbero beneficiare di un aumento degli ordinativi e della domanda.
Dati su fatturato e ordini
Oltre alla produzione, l'indagine segnala un aumento del fatturato: +0,8% nel trimestre e +2,2% su base annua. A sostenere la crescita sono gli ordini interni (+1,7% rispetto al trimestre precedente e +2,2% su anno) e, in misura ancora maggiore, gli ordini esteri, che mostrano un +2% sul trimestre e un +3,2% anno su anno.
- Produzione: +2,9% trimestre su trimestre; +2,6% anno su anno
- Fatturato: +0,8% trimestrale; +2,2% annuo
- Ordini esteri: +2% trimestrale; +3,2% annuo
| Area | Variazione produzione (apr-giu 2026) |
|---|---|
| Provincia di Vicenza | +2,9% |
| Regione Veneto | +1,2% |
| Italia | +0,4% |
Imprese e stabilità finanziaria
Sul fronte demografico delle imprese il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni è tornato positivo: +392 nel trimestre, un'inversione rispetto al calo del periodo precedente (-555). Considerando le cancellazioni d'ufficio per pulizia amministrativa, il bilancio dei primi sei mesi dell'anno resta comunque in attivo, seppure di misura: +53 imprese. Le aperture di procedimenti per crisi d'impresa si sono attestate a 69, sostanzialmente in linea con il trimestre precedente.
Conseguenze per il territorio
Per i cittadini e le attività vicentine i numeri indicano qualche motivo di ottimismo: una produzione in ripresa e ordini esteri in crescita possono tradursi in maggior lavoro per le filiere produttive locali e in stabilità per le aziende che esportano. Tuttavia, la disomogeneità settoriale segnala che i benefici non verranno distribuiti uniformemente. Resta da capire se si tratti di un rimbalzo tecnico dopo anni di stagnazione o dell'avvio di una nuova tendenza più stabile.
Prospettive
La quota di imprenditori che prevede un aumento della produzione nel breve periodo è salita dal 33,4% al 35,8%, un indicatore di fiducia importante per l'andamento futuro. I prossimi trimestri saranno determinanti per confermare la tenuta della ripresa, in particolare monitorando l'andamento degli ordini esteri e la capacità dei settori in difficoltà di riassorbire volumi produttivi.