Incremento dei flussi e peso dell’Appennino
La provincia di Reggio Emilia ha registrato nell’estate 2025, ossia nel periodo luglio-settembre, quasi 256.000 pernottamenti. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio studi Lapam Confartigianato, che fotografa un incremento complessivo rispetto all’estate precedente pari al 7,9%.
Il dato estivo assume particolare rilevanza perché in provincia questo trimestre concentra circa il 30% dei pernottamenti annuali. Una quota significativa che conferma il ruolo fondamentale della stagione calda nella ripresa del comparto turistico locale.
La componente straniera traina la ripresa
Gran parte della crescita è riconducibile ai visitatori esteri: circa un terzo dei pernottamenti estivi proviene da turisti stranieri, la cui presenza è aumentata del 19,6%. I pernottamenti degli italiani, pur in crescita, segnano progressi più modesti, con un +2,9%.
“Per l’Unione Europea a trainare è la Germania – spiega Federica Marcacci, presidente categoria Turismo di Lapam Confartigianato – ma aumentano anche turisti dalla Svizzera che scelgono ristoranti stellati e un turismo di alto livello, per i Paesi extra Ue ci sono sempre gli Stati Uniti ma sta ritornando anche il turismo dall’Oriente, ad esempio dal Giappone”.
Il ruolo dell’Appennino reggiano
La montagna conferma la sua importanza nel mix turistico provinciale: oltre un visitatore su dieci ha trascorso la notte nei comuni dell’Appennino. Nel 2025 i pernottamenti registrati in queste località ammontano a 105.000. Inoltre, la durata media dei soggiorni è superiore in quota: nelle zone montane il turista si trattiene in media 3,7 notti, contro le 2,1 notti della media provinciale.
Effetti sul tessuto produttivo locale
Il recupero dei flussi turistici porta benefici anche all’artigianato: secondo Lapam, a fine 2024 risultavano attive 1.745 imprese artigiane nei settori collegati alla domanda turistica (produzione agroalimentare tipica, alberghi, bar, ristoranti, servizi di trasporto). Queste realtà danno lavoro a 5.295 persone, sottolineando il legame diretto tra ospitalità e occupazione locale.
- Pernottamenti estivi 2025: quasi 256.000
- Variazione rispetto al 2024: +7,9%
- Incidenza stranieri: circa il 33% dei pernottamenti; +19,6%
- Pernottamenti in montagna: 105.000; soggiorno medio 3,7 notti
Prospettive per il 2026
I dati relativi ai primi mesi del 2026 lasciano intravedere segnali di conferma del trend positivo, ma l’analisi completa della stagione resta in corso. Per gli operatori locali la sfida resta sfruttare la crescita dei flussi internazionali puntando su qualità dell’offerta, tipicità gastronomica e servizi in montagna.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Pernottamenti estate 2025 | ~256.000 |
| Variazione % 2025 vs 2024 | +7,9% |
| Incremento pernottamenti stranieri | +19,6% |
| Pernottamenti comuni montani | 105.000 |
| Soggiorno medio in montagna | 3,7 notti |
Per la popolazione e per le attività economiche della provincia, il recupero dei flussi turistici rappresenta un’opportunità concreta: maggior occupazione stagionale, domanda per i prodotti tipici e ricadute per i servizi. Resta, tuttavia, l’esigenza di consolidare il percorso per evitare dipendenze eccessive da singole nazionalità e per valorizzare l’Appennino in modo sostenibile.