La decisione regionale e le ricadute locali
La Giunta dell'Emilia-Romagna ha formalmente aggiornato l'elenco dei Comuni montani riconosciuti a livello regionale, integrando l'elenco nazionale determinato dal Dpcm dell'11 maggio. Il provvedimento porta a 122 il numero complessivo dei Comuni montani regionali, contro i 99 indicati dal Governo sulla base di criteri fisico-morfologici (pendenza e altitudine).
La scelta della Regione incide anche sulla provincia di Forlì-Cesena, dove la nuova classificazione nazionale determina variazioni nella qualifica di alcuni territori. Per evitare che l'esito del Dpcm si traduca in esclusioni nelle politiche regionali, la Giunta ha optato per un approccio «inclusivo» che mantiene in capo alla Regione strumenti e tutele per le aree interne.
«Per l'Emilia-Romagna i comuni montani sono 122 e non 99 e per tutte le politiche regionali, dalle strategie ai fondi montagna alle condizioni di maggior favore per bandi e servizi, nessuno resterà indietro».
La dichiarazione della Presidenza regionale e dell'assessorato alla Montagna sottolinea l'intenzione di non penalizzare i territori che il criterio statale ha escluso, accompagnando l'adeguamento formale con impegni finanziari per garantire continuità nei servizi e nelle agevolazioni.
Quali Comuni della nostra provincia sono coinvolti
In provincia di Forlì-Cesena si registrano sia perdite sia acquisizioni dello status di montanità nell'elenco nazionale. Ecco le variazioni che riguardano direttamente il territorio provinciale:
- Comuni che perdono la qualifica (secondo il Dpcm): Mercato Saraceno, Sogliano al Rubicone;
- Comuni che acquisiscono la qualifica (secondo il Dpcm): Modigliana, Civitella;
| Esito | Comuni (Provincia di Forlì-Cesena) |
|---|---|
| Perdono la qualifica | Mercato Saraceno, Sogliano al Rubicone |
| Acquisiscono la qualifica | Modigliana, Civitella |
Perché conta e cosa cambia per i cittadini
La classificazione di "Comune montano" ha effetti pratici su diversi fronti: accesso a risorse dedicate, condizioni agevolate per bandi pubblici, programmazione degli interventi per servizi e infrastrutture, nonché criteri per il sostegno alle attività economiche e sociali delle aree interne.
Con l'aggiornamento regionale la Giunta intende applicare una politica di tutela che supera la sola valutazione fisica del territorio, riconoscendo fattori socio-economici e di marginalità che la semplice altitudine non coglie. La Regione assicura di aver previsto misure finanziarie per evitare che i Comuni esclusi dal Dpcm subiscano un danno nei programmi di sviluppo e nel piano di coesione territoriale.
Resta peraltro cruciale il lavoro dei Comuni interessati per chiarire ai cittadini l'impatto concreto delle modifiche. Amministrazioni locali e uffici regionali dovranno mettere a punto procedure e comunicazioni per l'accesso a bandi, incentivi e servizi già in corso o programmati, evitando interruzioni o disallineamenti amministrativi.
Prossimi passaggi e possibili sviluppi
Dalla Regione è atteso ora il dettaglio operativo: l'aggiornamento ufficiale degli elenchi regionali, le modalità di applicazione delle condizioni di favore e le risorse stanziate per compensare gli effetti del diverso perimetro nazionale. Nei prossimi giorni saranno inoltre necessari confronti con le amministrazioni locali interessate per definire priorità e interventi.
Per le comunità della provincia di Forlì-Cesena coinvolte, la decisione apre una fase in cui la rappresentanza istituzionale dovrà vigilare perché le misure promesse dalla Regione si traducano in azioni concrete sul territorio.