Un gesto simbolico per rafforzare l'impegno civico
La Questura di Forlì ha ospitato una delegazione dell'Amministrazione comunale per la firma del "Lenzuolo della Legalità", un'iniziativa nata per richiamare l'attenzione sulla cultura della legalità e per valorizzare l'impegno degli operatori dello Stato. All'incontro hanno partecipato, oltre al Questore Claudio Mastromattei, il vicesindaco con delega alla Cultura Vincenzo Bongiorno e l'assessore alla Legalità Emanuela Bassi, insieme a figure legate alla vicenda raccontata nel film presentato a Forlì.
La visita in Questura ha rappresentato l'occasione per discutere del ruolo delle iniziative culturali nel promuovere la memoria civile. In particolare è stata richiamata l'attenzione sull'anteprima nazionale svoltasi il 14 luglio all'Arena estiva Rocca di Ravaldino, dove è stato proiettato il film "Non mi arrendo! La mafia non è un film", diretto dal regista forlivese Ettore Zito e dedicato alla figura dell'ex ispettore Pippo Giordano.
All'incontro erano presenti anche dirigenti della Polizia di Stato: il Vicario del Questore Silvia Gentilini, il capo di Gabinetto Enzo Tarquini e il dirigente della Divisione amministrativa Gabriele Magnoni. Era inoltre presente Pippo Giordano, protagonista della storia e già uomo di Dia, e Bruno Pini, cittadino che ha dichiarato di essere rimasto colpito dal docufilm.
«Ringrazio l’Amministrazione Comunale di Forlì per questa encomiabile iniziativa – dichiara Claudio Mastromattei Questore di Forlì – che valorizza il lavoro degli “uomini dello Stato” che, con grande impegno, hanno speso la loro vita al servizio della collettività. Il loro esempio ci spinge, nella nostra attività quotidiana, a non arrendersi mai».
La firma apposta sul Lenzuolo si inserisce in una serie di azioni simboliche e di comunicazione volte a coinvolgere cittadini e istituzioni nella diffusione del valore della legalità. È significativo che sulla stessa tela avesse già lasciato un pensiero Lucia Borsellino, presente recentemente in città al Teatro Diego Fabbri, a testimonianza di un progetto che vuole raccogliere adesioni e messaggi dalla società civile.
- Promozione della cultura della legalità attraverso iniziative culturali e istituzionali;
- Coinvolgimento di protagonisti locali: regista, protagonista del film e figure istituzionali;
- Firma del Lenzuolo come gesto pubblico di memoria e impegno civico.
Il richiamo all'esperienza cinematografica, unito alla partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e della società civile, cerca di trasformare una testimonianza individuale in un fattore di sensibilizzazione collettiva. Per i cittadini di Forlì l'evento rappresenta un momento di raccordo tra memoria, racconto pubblico e responsabilità delle istituzioni nel mantenere viva l'attenzione attorno ai temi della legalità e della lotta alle mafie.
| Presenze istituzionali | Ruolo |
|---|---|
| Claudio Mastromattei | Questore di Forlì |
| Vincenzo Bongiorno | Vicesindaco (Cultura) |
| Emanuela Bassi | Assessore alla Legalità |
| Silvia Gentilini | Vicario del Questore |
| Enzo Tarquini | Capo di Gabinetto |
| Gabriele Magnoni | Dirigente Divisione amministrativa |
L'azione congiunta tra Comune e Forze dell'ordine viene presentata dai firmatari come uno strumento di sensibilizzazione destinato a mantenere viva la memoria delle scelte eroiche compiute da chi ha operato per lo Stato. Resta ora da capire se l'iniziativa si tradurrà in ulteriori tappe pubbliche o progetti educativi per le scuole e la cittadinanza, utili a consolidare l'impatto sul territorio.