Nuova indicazione INPS sulla decorrenza della malattia
Da 4 settembre l'INPS ha introdotto una disposizione che permette al medico di indicare l'inizio della malattia nel giorno immediatamente precedente a quello della redazione del certificato medico anche quando la visita è effettuata in ambulatorio. La misura è contenuta nella Circolare n. 92 e nasce con l'obiettivo di ridurre il rischio di penalizzazioni per lavoratrici e lavoratori che, per ragioni organizzative o assistenziali, non riescono a farsi visitare dal medico di famiglia nella stessa giornata in cui insorge la patologia.
Perché la modifica è stata ritenuta necessaria
Secondo la documentazione diffusa dall'INPS, il cambiamento tiene conto di alcune criticità ormai consolidate nel sistema territoriale: la diminuzione del numero dei medici di medicina generale, l'aumento dei carichi di lavoro e le nuove modalità organizzative degli ambulatori. Per questo il medico può, sulla base della propria valutazione clinica, retrodatare di un solo giorno l'inizio della malattia anche in presenza di visita ambulatoriale. Lo stesso criterio vale per le certificazioni di continuazione e di ricaduta.
Reazioni sindacali a Forlì-Cesena
La novità è stata valutata positivamente dalla CGIL Forlì-Cesena e dal Patronato INCA, che sottolineano la sua rilevanza pratica per i lavoratori della provincia. Maria Giorgini, segretaria generale della CGIL Forlì Cesena, ha definito l'intervento necessario e conforme a osservazioni già sollevate dal sindacato riguardo al funzionamento dei servizi territoriali.
«È una modifica necessaria, che tiene conto di una situazione molto concreta da noi denunciata più e più volte – dichiara Maria Giorgini, segretaria generale della CGIL Forlì Cesena –. Una lavoratrice o un lavoratore non può essere penalizzato perché, pur essendo malato, non riesce ad essere visitato dal proprio medico nella stessa giornata. Le regole devono tenere conto anche delle condizioni reali in cui oggi funzionano i servizi territoriali».
Limiti e condizioni d'applicazione
La possibilità di retrodatare la decorrenza riguarda esclusivamente il giorno immediatamente precedente alla redazione del certificato e non si applica qualora quel giorno cada in sabato, domenica o in una festività infrasettimanale. La disposizione resta quindi circoscritta a una sola giornata di retrodatazione e alla valutazione clinica del medico che redige il certificato.
- Ambito di applicazione: visita ambulatoriale e domiciliare, certificazioni di continuazione e ricaduta.
- Limite temporale: solo il giorno immediatamente precedente al rilascio del certificato.
- Esclusioni: non valido se il giorno precedente è sabato, domenica o festività infrasettimanale.
| Voce | Prima della Circolare | Dopo la Circolare n. 92 |
|---|---|---|
| Decorrenza della malattia | Generalmente dal giorno del rilascio del certificato | Può essere il giorno precedente rispetto al rilascio, anche per visite ambulatoriali |
| Applicazione in caso di visite domiciliari | Si poteva retrodatare in presenza di condizioni specifiche | Rimane applicabile; estensione confermata |
| Giorni esclusi | — | Sabato, domenica, festività infrasettimanali |
Cosa cambia per i cittadini della provincia
Per i lavoratori e le lavoratrici di Forlì-Cesena la nuova indicazione può evitare sanzioni economiche o la perdita di indennità quando la malattia insorge in un giorno in cui non è possibile ottenere tempestivamente la visita dal medico di base. Restano però centrali la corretta compilazione del certificato da parte del medico e la sua valutazione clinica, oltre all'attenzione ai casi esclusi dalla norma.
Per chiarimenti pratici, i cittadini possono rivolgersi ai servizi del Patronato INCA o ai sindacati di riferimento, che già hanno annunciato disponibilità a fornire assistenza nella lettura delle nuove disposizioni e nell'eventuale gestione di situazioni di contenzioso con il datore di lavoro o con l'INPS.