Filiera in crescita: numeri e peso sull’economia locale
Nel territorio di Lodi l’agribusiness conferma una dinamica espansiva che dura da anni. Tra il 2019 e il 2024 il valore aggiunto della filiera è aumentato di quasi 60%, con il traino decisivo della trasformazione alimentare. È un segnale che fotografa la capacità del tessuto produttivo lodigiano di coniugare tradizione agricola e processi industriali avanzati, con ricadute significative sul PIL provinciale.
All’interno della filiera, il comparto più consistente è la trasformazione industriale, che conta 43 società di capitali e circa 2,5 mila addetti. Genera 359 milioni di euro di valore aggiunto e incide per il 4,6% sul prodotto interno lordo provinciale. Segue il comparto agricolo in senso stretto, con una base diffusa di 938 imprese e 2.900 addetti, per un valore aggiunto di 283 milioni e un apporto pari al 3,6% del PIL locale.
| Segmento | Imprese/Società | Addetti | Valore aggiunto | Quota PIL provinciale |
|---|---|---|---|---|
| Trasformazione industriale | 43 società di capitali | 2,5 mila | 359 mln € | 4,6% |
| Agricolo | 938 imprese | 2.900 | 283 mln € | 3,6% |
Export 2025: spinta dall’alimentare, bene gli agrofarmaci
La capacità di presidiare i mercati esteri si è rafforzata. Nel 2025 l’industria alimentare ha realizzato esportazioni per 662 milioni di euro, pari a un incremento del 45% rispetto al 2019. Molto dinamico anche il segmento degli agrofarmaci, salito a 74 milioni esportati, con una variazione del +73,7%. In aumento l’agricolo con 4 milioni e una progressione del +207%. Crescono, seppur più lentamente, i macchinari agricoli, a 16 milioni e +7,4% sul 2019.
- Industria alimentare: 662 mln € export (+45% vs 2019)
- Agrofarmaci: 74 mln € (+73,7%)
- Agricolo: 4 mln € (+207%)
- Macchinari agricoli: 16 mln € (+7,4%)
Il richiamo: accelerare sul digitale per consolidare la corsa
Sullo sfondo dei risultati, arriva un invito chiaro da Assolombarda a non rallentare sul fronte dell’innovazione tecnologica. Il presidente Alvise Biffi lega la solidità della traiettoria lodigiana alla capacità di investire in trasformazione digitale e intelligenza artificiale, mettendo al centro le competenze.
«La crescita della filiera dell’agribusiness testimonia la capacità delle imprese di creare valore, ma per consolidare questa traiettoria è necessario accelerare la trasformazione digitale, investire nell’intelligenza artificiale e sviluppare le competenze necessarie per governare il cambiamento»
Nell’ottica di un’adozione diffusa dell’IA a supporto dei processi, Assolombarda indica l’ecosistema forgIA come strumento per accompagnare le imprese verso applicazioni concrete e misurabili. Per il Lodigiano la sfida è tradurre la spinta dell’export e della trasformazione in un vantaggio competitivo stabile, basato su dati, efficienza e sostenibilità di filiera.
Impatto locale: filiera integrata e opportunità per il territorio
Il peso della trasformazione industriale accanto al primario delinea una filiera integrata che coinvolge aziende agricole, industrie alimentari, produttori di input e costruttori di macchinari. In provincia, questo si traduce in una rete di forniture, servizi e professionalità che attraversa aree rurali e poli produttivi, con ricadute su occupazione e specializzazioni tecniche. La crescita del valore aggiunto suggerisce, inoltre, un rafforzamento della base imponibile e delle potenzialità d’investimento privato.
Per mantenere il passo con i mercati internazionali, le imprese locali si trovano a spingere su automazione di linea, gestione dati di produzione, tracciabilità, manutenzione predittiva e ottimizzazione energetica. Lungo la catena del valore, dalla stalla al packaging, la digitalizzazione può abilitare efficienze e qualità, offrendo margini in un contesto di costi volatili e standard sempre più stringenti.
Le priorità: persone, competenze, alleanze
L’orizzonte delineato dal mondo associativo converge su tre priorità: investimenti in tecnologie, sviluppo delle competenze e collaborazione strutturata tra imprese, sistema della ricerca e istituzioni. Con una base di imprese agricole numerosa e una manifattura alimentare ben radicata, il Lodigiano può intercettare le opportunità aperte dai dati e dall’IA, a condizione di sostenere la formazione, valorizzare i talenti e rendere più fluido il trasferimento tecnologico.
Il quadro che emerge dai numeri conferma una traiettoria favorevole. Perché diventi crescita di lungo periodo, la filiera è chiamata a tradurre la spinta dell’export in produttività e qualità, lavorando in squadra su digitale, sostenibilità e capitale umano. È qui che si gioca la competitività della provincia di Lodi nei prossimi anni.