Vietri di Potenza, dopo il rogo del 17 luglio scoppia il caso sugli interventi dei volontari
All’indomani dell’incendio che ha interessato il territorio di Vietri di Potenza il 17 luglio, emergono elementi che interrogano l’organizzazione del sistema di protezione civile sul territorio. Il legale rappresentante dell’Associazione Volontari Protezione Civile di Vietri di Potenza, Antonio Russo, ha preso pubblicamente posizione per chiarire tempi, modalità e limiti dell’azione del gruppo locale durante l’emergenza.
Secondo quanto riferito, Russo ha contattato la Sala Operativa della Protezione Civile della Regione Basilicata non appena si è sviluppato l’evento, e nel tardo pomeriggio avrebbe richiesto aggiornamenti sull’eventuale attivazione del sodalizio. La risposta, riferisce, è che l’associazione non poteva essere coinvolta perché non convenzionata con la Regione. Un punto che, nella ricostruzione del rappresentante, rende più delicata la ricaduta di quanto avvenuto nelle ore successive.
"Non ho mai autorizzato, né a voce né per iscritto, nessuno a intervenire in nome della nostra Associazione durante quell’emergenza"
Russo ha comunicato di dissociarsi da attività che sarebbero state compiute da persone non iscritte ai registri dell’associazione e, per quanto a sua conoscenza, senza requisiti formativi, corsi obbligatori, sorveglianza sanitaria e copertura assicurativa previsti dalla normativa. Ha inoltre espresso dubbi sulla conformità dei dispositivi di protezione individuale utilizzati da chi è intervenuto, precisando che tali dotazioni non sarebbero state fornite né autorizzate dal gruppo locale.
Simboli, mezzi e attrezzature: l’uso non autorizzato solleva nodi di responsabilità
Un ulteriore capitolo riguarda l’eventuale impiego di mezzi, attrezzature, divise e del logo dell’associazione durante le operazioni. Il rappresentante riferisce che tali beni sarebbero stati utilizzati senza il suo consenso. Nella stessa circostanza, afferma di non avere attualmente la disponibilità materiale di quanto in dotazione al sodalizio, segnalando di non poter accedere alla sede; il passaggio informativo si interrompe nel resoconto, senza ulteriori dettagli sulle cause impeditive all’accesso.
La vicenda apre un dossier sensibile per i comuni del Potentino, dove il ricorso alle squadre di volontari è spesso decisivo nella prima risposta a incendi boschivi o di interfaccia. L’aderenza a procedure di attivazione formali, la piena tracciabilità dei volontari impiegati e la corretta copertura assicurativa non sono meri aspetti burocratici: incidono sulla sicurezza degli operatori e dei cittadini, oltre che sulla legittimità degli interventi e sulla responsabilità in caso di danni.
Tempistiche e punti fermi emersi
| Momento | Elemento |
|---|---|
| 17 luglio (inizio incendio) | Contatto alla Sala Operativa regionale per segnalare l’evento |
| Tardo pomeriggio | Richiesta su eventuale attivazione; risposta: associazione non convenzionata |
| Ore successive | Dissociazione del rappresentante da attività svolte senza sua autorizzazione |
Il quadro riportato dal rappresentante contiene alcuni capisaldi:
- Mancata attivazione regionale dell’associazione per l’evento del 17 luglio;
- Nessuna autorizzazione rilasciata dal legale rappresentante a operare in nome del gruppo;
- Contestazioni sull’uso di logo, divise e possibili interventi di soggetti non iscritti o privi dei requisiti previsti;
- Segnalata indisponibilità materiale di mezzi e accesso alla sede, senza ulteriori dettagli pubblici sul motivo.
Impatto locale e prossimi passi auspicabili
Per i residenti e per i comuni dell’area di Potenza, la vicenda enfatizza la necessità di chiarezza su convenzioni, catene di comando e responsabilità operative. In situazioni di emergenza, ogni ambiguità può tradursi in rischi aggiuntivi per chi interviene e per la comunità. La corretta applicazione delle regole su formazione, DPI e assicurazioni tutela l’incolumità dei volontari e garantisce la piena legittimità delle operazioni sul campo.
Resta centrale il tema della coordinazione tra enti e associazioni del territorio, in vista della stagione estiva e del rischio incendi. La vicenda di Vietri di Potenza, per come ricostruita dal rappresentante dell’associazione, invita a ristabilire prassi chiare e verificabili: attivazioni formali, elenchi aggiornati dei volontari, tracciabilità dei mezzi e utilizzo corretto di loghi e divise. Elementi che, se consolidati, possono rafforzare l’efficacia del sistema locale di protezione civile e la fiducia dei cittadini.