Operatori del 118 in assemblea simbolica mentre il pronto soccorso segnala criticità
Una protesta simbolica degli operatori del servizio di emergenza-urgenza ha riportato all'attenzione pubblica le criticità operative del pronto soccorso dell'ospedale Sirai di Carbonia. Nel corso della mattinata alcune ambulanze sono rimaste ferme in attesa di barelle libere, una situazione che secondo i rappresentanti del settore si ripete con frequenza e che limita la disponibilità del servizio sul territorio del Sulcis Iglesiente.
Secondo quanto denunciato, verso l'ora di pranzo erano circa una decina le ambulanze in attesa davanti al pronto soccorso. Il presidente del Soccor, Pierpaolo Emmolo, ha voluto sottolineare che l'episodio mette in luce come i problemi strutturali non risultino risolti, nonostante comunicazioni rassicuranti dalla direzione aziendale.
“Questo per dimostrare che non è affatto vero che i problemi si stanno risolvendo, come appare dalle comunicazioni inviate dalla direzione della ASL”.
La protesta è stata definita simbolica: gli operatori non hanno interrotto l'assistenza ma hanno voluto manifestare l'impossibilità di riprendere rapidamente il servizio a causa della carenza di barelle e della congestione al pronto soccorso. Il fenomeno incide direttamente sui tempi di presa in carico dei pazienti e sulla capacità delle ambulanze di rispondere ad altre emergenze nel territorio.
I consiglieri comunali del gruppo Carbonia Avanti hanno espresso vicinanza agli operatori e hanno richiamato l'attenzione sul dibattito già aperto in Consiglio Comunale con il direttore generale della ASL, Paolo Cannas. Tra i firmatari della nota di sostegno figurano il capogruppo Giacomo Floris, i consiglieri Luca Arru e Monica Atzori e gli assessori della giunta Morittu, Manolo Mureddu e Nino Spanu. Nella dichiarazione si ribadisce che la comunicazione curata dell'azienda sanitaria non può sostituire risposte concrete.
La vicenda riapre il tema più ampio della gestione dei flussi e delle risorse negli ospedali del Sulcis Iglesiente e della relazione tra AREUS, le associazioni che operano per il 118 e la ASL. Per gli operatori il problema delle attese per il recupero delle barelle è una difficoltà operativa che si traduce in minore efficienza del servizio di soccorso.
Impatto locale e punti critici segnalati
- Ambulanze ferme al pronto soccorso: ridotta capacità di intervento sul territorio.
- Barelle non disponibili: causa di ritardi nei trasferimenti e nelle dimissioni.
- Percezione di discrepanza tra comunicazione aziendale e situazione vissuta dagli operatori e dai cittadini.
| Elemento | Segnalazione |
|---|---|
| Ambulanze in attesa | Circa 10 vetture segnalate verso pranzo |
| Reazione sindacale/associativa | Protesta simbolica degli operatori del 118 |
| Rappresentanza locale | Intervento pubblico di Socor, consiglieri e assessori comunali |
Per i cittadini di Carbonia la questione è concreta: rallentamenti nel pronto soccorso e nella disponibilità delle ambulanze possono tradursi in attese più lunghe per chi necessita di cure urgenti e in una maggiore difficoltà per chi assiste persone fragile. Restano aperte le richieste di chiarimento sulla reale entità del problema, sui provvedimenti annunciati dalla direzione aziendale e sulle misure immediatamente attuabili per ridurre le attese.
Le parti coinvolte, dalla direzione della ASL ai rappresentanti delle associazioni del 118, sono attese a fatti tangibili e verificabili sul campo. I prossimi giorni potrebbero essere utili per verificare eventuali interventi organizzativi o l'attivazione di procedure che riducano il numero di ambulanze ferme e garantiscano la continuità del servizio di emergenza-urgenza sul territorio.