Appello per nuovi accertamenti sul delitto del 1989
A Carbonia torna al centro dell'attenzione pubblica il caso dell'omicidio di Gisella Orrù, studentessa uccisa nel 1989. A chiedere la riapertura delle indagini è la moglie di chi fu condannato per il delitto, Luciana Cogoni, che rilancia la richiesta di nuovi esami scientifici e di verifiche tecniche oggi ritenute possibili grazie ai progressi tecnologici.
Secondo quanto reso noto, Cogoni chiede che venga disposta la riesumazione dei resti della vittima e che siano eseguite nuove analisi del DNA per chiarire definitivamente responsabilità e dinamiche del caso. La donna da tempo sostiene l'innocenza del marito, Licurgo Floris, condannato per violenza e omicidio e poi deceduto in carcere per suicidio.
“È ora che qualcuno si lavi la coscienza e inizi a parlare. Se sapete qualcosa avanti, è il momento”.
Il messaggio, indirizzato a possibili testimoni o persone con informazioni utili, è accompagnato dal ricorso alle nuove tecnologie forensi che, secondo i promotori della richiesta, potrebbero consentire accertamenti non possibili all'epoca del processo.
Il supporto dai social e la volontà di non lasciare la vicenda chiusa
All'appello di Cogoni si unisce la presenza mediatica di un sostenitore che opera con uno pseudonimo, Tom Sèlleck, il quale ha annunciato di voler mantenere alta l'attenzione sul caso pubblicando sulla propria pagina la foto della vittima e dichiarando la volontà di insistere sulla richiesta di riaprire le indagini.
- La vicenda risale al 1989, quando la studentessa venne uccisa dopo una violenza.
- Per il delitto fu condannato Licurgo Floris, che ha sempre negato la responsabilità e che è morto in carcere.
- La moglie, Luciana Cogoni, chiede oggi riesumazione e nuove analisi del DNA.
Cogoni sostiene che il marito sia sempre stato estraneo al delitto e chiede che la verità «piena e definitiva» venga finalmente accertata. A suo avviso, le tecniche scientifiche attuali potrebbero fornire elementi nuovi rispetto a quanto emerso nel processo conclusosi decenni fa.
Le possibili conseguenze per la comunità locale
Una eventuale riapertura delle indagini coinvolgerebbe attori giudiziari e forensi e richiederebbe il coinvolgimento di istituzioni preposte. Per Carbonia si tratterebbe di riaprire una pagina dolorosa della storia cittadina, con potenziali ricadute sociali e simboliche sulla memoria collettiva. L'appello di Cogoni, che accende nuovamente i riflettori sulla vicenda, mette al centro la richiesta di risposte da parte di chi ritiene di poter contribuire alla verità.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Anno del delitto | 1989 |
| Persona condannata | Licurgo Floris |
| Richiesta principale | Riesumazione e nuove analisi del DNA |
Al momento non risultano provvedimenti ufficiali di riesame da parte dell'autorità giudiziaria né conferme su eventuali aperture di nuovi filoni istruttori. L'appello della famiglia e il sostegno pubblico virtuale mantengono però viva la discussione intorno a un caso che, per la città di Carbonia, rappresenta ancora una ferita aperta.