Un sistema produttivo che va oltre la costa
Il tema della Blue Economy torna al centro del dibattito economico provinciale dopo le osservazioni del presidente di Confindustria Foggia, che ha richiamato l'attenzione sul potenziale del Gargano come risorsa naturale ed economica in grado di sostenere una filiera ampia e diversificata. I dati citati nel Rapporto sull'Economia del Mare di UnionCamere offrono un quadro nazionale che ha ricadute concrete anche per la Capitanata.
Secondo il rapporto, nel 2024 l'economia del mare ha prodotto 78,9 miliardi di euro di valore aggiunto diretto, corrispondenti al 4% del totale nazionale, mentre l'effetto complessivo, considerando le attività indotte, sale a 224,9 miliardi (pari all'11,4% del valore aggiunto nazionale). Il documento segnala inoltre un moltiplicatore di 1,8: ogni euro generato dalla Blue Economy attiva ulteriori 1,8 euro nel resto dell'economia.
"Il Gargano è un patrimonio naturale ed economico che alimenta una filiera ampia, capace di coinvolgere imprese anche lontane dalla costa"
Questa lettura amplia la prospettiva locale: la Blue Economy non si confina al turismo balneare, ma comprende trasporti marittimi, cantieristica, logistica, servizi alla nautica, design navale, marecoltura e attività legate all'ospitalità e agli eventi. In termini occupazionali e di valore, il Mezzogiorno emerge come protagonista: la regione concentra una fetta significativa del sistema mare nazionale.
Implicazioni per la provincia di Foggia
Per la Capitanata le opportunità indicano settori nei quali investire e sviluppare politiche locali mirate. Tra i segmenti individuati come strategici ci sono:
- portualità turistica e servizi ai diportisti;
- logistica e trasporti legati al traffico marittimo;
- cantieristica e nautica, inclusi design e allestimento interno delle imbarcazioni;
- marecoltura e acquacoltura, con riferimenti ad allevamenti esistenti come quelli segnalati nell'area di Mattinata;
- servizi legati ad eventi, wedding e ospitalità, che collegano costa ed entroterra.
Questi comparti, oltre a creare posti di lavoro sul litorale, possono attivare indotti significativi nell'entroterra della provincia: forniture, manifattura, design, e una pluralità di servizi che vanno dalla ristorazione specializzata fino all'accoglienza degli eventi.
Numeri e settori con maggiore effetto moltiplicativo
Il rapporto sottolinea come alcuni segmenti abbiano un impatto moltiplicatore superiore alla media nazionale: il trasporto marittimo di merci e passeggeri mostra un moltiplicatore di 2,7, mentre la cantieristica arriva a 2,4. Per la provincia di Foggia, ciò significa che interventi mirati su questi ambiti possono generare ritorni economici rilevanti.
| Voce | Valore segnalato |
|---|---|
| Valore aggiunto diretto nazionale (2024) | 78,9 miliardi € |
| Impatto complessivo | 224,9 miliardi € |
| Moltiplicatore medio | 1,8 |
Cosa cambia per imprese e amministrazioni locali
Le considerazioni di Confindustria Foggia puntano a orientare le scelte pubbliche e private: politiche di sostegno alla portualità, incentivi per la nautica e la cantieristica, formazione specializzata e infrastrutture logistiche possono essere leve decisive. Al tempo stesso, la valorizzazione dei prodotti della marecoltura e la creazione di servizi integrati per il turismo nautico richiedono coordinamento tra comuni costieri, operatori economici e istituzioni regionali.
Per i cittadini della provincia, ciò si traduce in possibili nuove opportunità di lavoro, nell'ampliamento dell'offerta turistica e in una maggiore integrazione tra costa ed entroterra. Restano però prioritarie le scelte operative: programmazione degli interventi, accesso a finanziamenti regionali e nazionali e progetti di filiera che mettano insieme imprese diverse e competenze locali.
La sfida è dunque trasformare il potenziale evocato dal Rapporto in progetti concreti, capaci di sfruttare il ruolo strategico del Gargano e della Capitanata nel panorama della Blue Economy nazionale.