Il valore storico e la difficoltà di sottrarre i capolavori della provincia
Il recente furto avvenuto durante Ferragosto in una città diversa dall'area regionale ha riportato all'attenzione pubblica la vulnerabilità delle opere d'arte esposte in strutture poco frequentate. In Capitanata la situazione ha però un profilo particolare: diversi reperti di grande pregio sono custoditi in contesti che ne complicano l'asportazione e il successivo traffico illecito.
Su un ipotetico podio di pezzi in grado di attirare l'interesse dei malintenzionati figurano i cosiddetti Grifoni di Ascoli Satriano, collocati nel polo museale del borgo montano. Si tratta di una scultura in marmo policromo del IV secolo a.C. raffigurante due grifi che azzannano una cerbiatta, elemento di eccezionale valore storico, didattico e simbolico per l'identità locale.
- Collocazione: ex monastero agostiniano del XIII secolo, dove è allestito il percorso espositivo.
- Contesto: il manufatto è esposto assieme ad anfore e materiali funerari di una tomba principesca dauna, in un allestimento che punta alla comprensione storica del territorio.
- Caratteristiche fisiche: altezza e lunghezza notevoli e un peso di diversi quintali rendono la rimozione problematica.
| Opera | Materiale | Epoca | Dimensioni |
|---|---|---|---|
| Grifoni di Ascoli Satriano | Marmo policromo | IV sec. a.C. | Altezza 95 cm, lunghezza 148 cm |
Queste caratteristiche materiali e logistiche — peso, ingombro, e collocazione in sedi non facilmente accessibili per mezzi pesanti o operazioni rapide — producono una conseguenza pratica: la probabilità che un furto simile a quelli eccezionali avvenga in Capitanata è ridotta rispetto a quanto accadrebbe per opere facilmente rimuovibili.
Non significa che non esistano rischi: il patrimonio culturale resta esposto a tentativi di scasso, ricettazione e danneggiamento accidentale. Tuttavia, la natura dei reperti locali impone a eventuali ladri difficoltà logistiche e operative non trascurabili, limitando in parte l'attrattiva per il mercato nero internazionale.
Implicazioni per la tutela e per i visitatori
Per i cittadini e gli amministratori della provincia emergono alcune indicazioni pratiche:
- rafforzare la sorveglianza e i controlli nei poli museali, anche con soluzioni a basso impatto come videosorveglianza mirata;
- valorizzare il ruolo didattico e turistico delle collezioni per aumentare i flussi di visitatori, condizione che spesso migliora la protezione naturale delle opere;
- programmare manutenzioni e verifiche periodiche delle condizioni espositive per evitare vulnerabilità accidentali.
Le opere di Capitanata, in molti casi, non sono semplici oggetti da trasportare: portano con sé storie, materiali pesanti e collocazioni che ne complicano il furto. Questo fattore non deve però indurre a compiacenza: la tutela resta un compito condiviso tra enti locali, Soprintendenze, forze dell'ordine e comunità.
Per i visitatori e gli appassionati: conoscere il patrimonio dei musei locali significa anche contribuire indirettamente alla sua protezione. La fruizione pubblica, l'attenzione e la partecipazione costituiscono una delle forme più efficaci di tutela.