Gara deserta, si ferma il progetto sul locale simbolo del centro
La procedura pubblica per la concessione dell’ex Bar Strega, al piano terra di Palazzo Zoppoli in corso Garibaldi, si è chiusa senza risultati. Entro il termine fissato delle ore 23:59 del 1° luglio non è pervenuta alcuna domanda. Lo attesta una determina del Servizio Patrimonio del Comune di Benevento, che prende atto dell’assenza di offerte e di conseguenza dello stop a un percorso di rilancio atteso da tempo.
L’iniziativa dell’amministrazione mirava a riattivare uno spazio iconico del centro storico, chiuso da anni per una vicenda giudiziaria complessa. L’avviso, pubblicato a metà giugno, puntava a “riaccendere le luci” del locale attraverso una nuova gestione in grado di coniugare attività commerciale, identità territoriale e funzione sociale.
Condizioni della concessione e obiettivi di valorizzazione
Il bando prevedeva una concessione onerosa di 6 anni, rinnovabile per altri 6, con canone mensile a base d’asta pari a 2.985,60 euro. L’assegnazione sarebbe avvenuta con il criterio del massimo rialzo, accompagnato da requisiti tecnico-organizzativi e da una proposta progettuale coerente con il profilo storico del luogo.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Durata concessione | 6 anni (rinnovabili per altri 6) |
| Canone base mensile | 2.985,60 euro |
| Criterio di aggiudicazione | Massimo rialzo |
| Requisiti | Esperienza nella somministrazione, solidità economico-finanziaria, progetto di valorizzazione |
La strategia si inseriva nel quadro di valorizzazione del patrimonio immobiliare dell’ente, con l’immobile inserito nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni. L’ambizione dichiarata era quella di creare un “bar salotto”, vetrina delle eccellenze enogastronomiche sannite e luogo capace di animare la passeggiata principale, rafforzando attrattività e vivibilità urbana.
Decoro, accoglienza e ruolo sociale: cosa chiedeva il bando
Tra gli oneri in capo al futuro gestore figuravano standard elevati di accoglienza, cura del decoro degli spazi interni ed esterni — portico compreso — e la promozione di iniziative compatibili con la funzione del locale. Requisiti pensati per mantenere la coerenza con il contesto storico-architettonico e con le esigenze di fruizione del corso.
«Riaccendere le luci» dell’ex Bar Strega: l’obiettivo indicato dall’avviso pubblico comunale
Il capitolato richiedeva inoltre una proposta che integrasse offerta commerciale e promozione del territorio, con l’idea di farne un ambasciatore dell’identità sannita e un punto di riferimento per cittadini e visitatori.
L’impatto sul centro storico e i prossimi passaggi possibili
La gara andata deserta lascia spente le vetrine di uno spazio simbolico proprio nel tratto più frequentato di corso Garibaldi. Per le attività limitrofe e per la percezione complessiva del centro, la mancata riapertura significa rinviare l’apporto potenziale in termini di flussi, servizi e presidio di qualità. Per il Comune, l’esito negativo impone una valutazione su come procedere per non disperdere l’investimento amministrativo e gli obiettivi di valorizzazione annunciati.
Resta da capire se e come verranno rimesse mano a tempistiche, condizioni economiche o criteri qualitativi, nel rispetto del perimetro fissato dall’inserimento dell’immobile nel Piano comunale. In ogni caso, la vicenda conferma la sensibilità del mercato locale rispetto a canoni, durata e impegni gestionali richiesti per spazi a elevato valore simbolico ma anche a forte esposizione di costo.
Cosa sappiamo finora
- La determina del Servizio Patrimonio certifica l’assenza di offerte entro il 1° luglio.
- Il bando puntava a un “bar salotto” che unisse commercio, identità e funzione sociale.
- La concessione prevedeva 6 anni rinnovabili, con canone base di 2.985,60 euro e aggiudicazione al massimo rialzo.
- L’immobile rientra nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni dell’ente.
Per ora, l’ex Bar Strega rimane chiuso. Il nodo da sciogliere riguarda come rilanciare un bene pubblico al centro del tessuto urbano, conservandone il valore storico e trovando un equilibrio sostenibile tra qualità del progetto e sostenibilità economica.