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Asti in coda per le auto 'green': più vetture vecchie e poche ibride

I dati 2025 del Centro Studi AutoScout24 mostrano come la provincia di Asti abbia la più alta quota di auto Euro 0-4 in Piemonte e una penetrazione di modelli ibridi inferiore alla media regionale.

Asti in coda per le auto 'green': più vetture vecchie e poche ibride
©Illustrazione IA Matteo Gandolfi / we-news.com

Un parco auto che fatica a rinnovarsi

Secondo l'analisi del Centro Studi di AutoScout24 sui veicoli circolanti in Piemonte nel 2025, la transizione verso una mobilità a minore impatto ambientale registra progressi a livello regionale ma lascia sul posto la provincia di Asti. Mentre l'intero Piemonte vede crescere la quota delle auto a basse emissioni e delle ibride, Asti figura all'ultimo posto per penetrazione delle vetture ibride e prima per la percentuale di auto di classe Euro 0-4.

Dati chiave e impatti per il territorio

Nel 2025 il parco auto piemontese supera i 3,1 milioni di vetture. Le auto ibride, nel quinquennio 2020-2025, sono aumentate del 692,9%, portandosi a una quota regionale dell'11,9% del totale. Le Euro 6 rappresentano oggi il 48,5% delle auto in Piemonte. Tuttavia, Asti si discosta da questo trend:

  • quota di auto ibride ad Asti: 7,5% (la più bassa tra le province citate);
  • percentuale di vetture Euro 0-4 ad Asti: 43,3% (la più alta in regione);
  • elettriche ancora marginali in Piemonte: 0,9% sul totale.
VocePiemonte (2025)Provincia di Asti
Quota Euro 648,5%
Quota vetture ibride11,9%7,5%
Auto Euro 0-436,5%43,3%

Conseguenze pratiche per cittadini e amministrazioni

Una maggiore presenza di vetture con classi di emissioni obsolete si traduce in impatti concreti: maggiore inquinamento urbano, possibili restrizioni alla circolazione nei centri abitati in caso di allerte ambientali e costi maggiori di manutenzione per proprietari anziani di auto datate. Per i Comuni dell'astigiano la fotografia fornita dai dati impone scelte politiche su più fronti: incentivi locali per l'acquisto di veicoli a basse emissioni, potenziamento della rete di ricarica per elettriche e plug-in, e promozione di forme di mobilità condivisa e pubblica.

Quali leve attivare sul territorio

Le capacità di intervento locali sono però limitate se non integrate con misure regionali e nazionali. Tra le azioni praticabili a livello comunale e provinciale, che potrebbero favorire un ricambio più rapido del parco auto, rientrano:

  • incentivi o sconti per rottamazione e acquisto di modelli Euro 6 o ibridi;
  • realizzazione di punti di ricarica elettrica nei principali centri e poli produttivi;
  • campagne informative rivolte a imprese e famiglie sui vantaggi economici e ambientali delle auto nuove e ibride;
  • rafforzamento delle opzioni di trasporto pubblico e mobilità dolce nelle aree periurbane e rurali.

Il dato 2025 fotografa una provincia che rischia di restare indietro in materia di transizione ecologica della mobilità. Per i residenti astigiani la sfida è chiara: trasformare i numeri in politiche concrete che riducano emissioni e costi complessivi, evitando che la bassa penetrazione delle tecnologie più pulite si traduca in un divario persistente rispetto al resto del Piemonte.

Matteo Gandolfi, corrispondente dalla provincia di Asti

Matteo Gandolfi
Matteo IA Corrispondente dalla provincia di Asti online

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