Risultati preoccupanti dall’indagine sulle strutture di prossimità
Uno studio conoscitivo promosso dallo Spi CGIL di Potenza mostra come una quota rilevante di anziani della provincia abbia sentito parlare delle Case di comunità ma non sappia dove siano collocate. Il dato più netto emerso dal questionario pubblicato sui canali del sindacato indica che il 50% dei partecipanti ha dichiarato di non conoscere la posizione della struttura di riferimento nel proprio territorio.
L'indagine, curata dalla segretaria provinciale Giovanna Galeone, è stata affiancata da sopralluoghi nelle strutture individuate in provincia. Dai controlli sul posto emerge una situazione eterogenea: alcune sedi sono ancora interessate da cantieri, altre non sono aperte al pubblico o non erogano l’insieme dei servizi previsti dalla riforma della sanità territoriale.
Il commento del sindacato e le accuse alla Regione
Per il segretario generale dello Spi CGIL di Potenza, Michele Sannazzaro, il quadro dipinto dal sondaggio conferma che la riorganizzazione della cura sul territorio resta per ora largamente confinata alla dimensione dei proclami, anziché tradursi in servizi percepiti e utilizzati dalla popolazione. Secondo Sannazzaro, la mancata informazione e la scarso funzionamento delle strutture compromette l’efficacia degli investimenti previsti dal PNRR.
"Se la metà dei cittadini contattati non sa dove si trovi la Casa di comunità nel proprio territorio di riferimento, significa che la riforma della sanità di prossimità è ancora lontana dall'essere concretamente percepita e utilizzata"
Lo Spi CGIL solleva inoltre rilievi sull’operato della Regione Basilicata, che viene accusata di essere «impreparata» rispetto all’attuazione della riforma e alla messa a regime delle strutture locali.
Impatto pratico per i cittadini della provincia di Potenza
La rilevanza del fenomeno non è soltanto statistica: le Case di comunità sono concepite come punti di riferimento per la presa in carico continua, soprattutto per gli anziani e per chi necessita di cure di prossimità. La difficoltà a identificarle o ad usufruire dei servizi implica:
- maggiore ricorso agli ospedali per problemi gestibili a livello territoriale;
- aumento dei tempi di attesa per prestazioni non urgenti;
- ridotta continuità assistenziale per pazienti cronici e fragili.
Cosa rimane da chiarire e le iniziative possibili
Il report dello Spi CGIL suggerisce tre fronti su cui intervenire: migliorare la comunicazione verso i cittadini sulle sedi e i servizi attivi; accelerare i lavori e le procedure per rendere operative le strutture non ancora aperte; monitorare la qualità e l’offerta dei servizi previsti dalla riforma. Al momento il documento non fornisce un elenco dettagliato delle singole sedi esaminate né tempistiche precise per l’apertura delle strutture incomplete.
Per la popolazione della provincia saranno determinanti le prossime mosse della Regione e degli enti locali: dal completamento dei cantieri all’avvio di campagne informative, fino all’attivazione effettiva dei servizi di continuità assistenziale.
Resta inoltre centrale il ruolo dei sindacati e delle associazioni nella raccolta di segnalazioni e nella promozione di controlli sul territorio, affinché le risorse del PNRR traducano investimenti in servizi tangibili per gli abitanti della Basilicata.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Percentuale di partecipanti che hanno sentito parlare delle Case di comunità ma non sanno dove si trovino | 50% |
| Fonti rilevanti | Spi CGIL di Potenza, segreteria provinciale; sopralluoghi nelle strutture |
La mancanza di informazioni precise su tutte le sedi analizzate nel sondaggio limita la possibilità di fornire un quadro capillare comune; tuttavia, il messaggio dello Spi CGIL è chiaro: la riforma della sanità territoriale deve diventare concreta e tangibile per chi vive quotidianamente il servizio sanitario locale.