Riduzione delle giacenze: i numeri e le conseguenze per la provincia
I conti correnti delle famiglie della provincia di Modena registrano, tra il primo quadrimestre del 2022 e lo stesso periodo del 2026, una contrazione complessiva di 1,051 miliardi di euro, con le giacenze totali che si attestano attorno a 13 miliardi. I dati, elaborati dalla Banca d'Italia e diffusi da Confesercenti Modena, mostrano un calo percentuale pari a -7,7%, collocando la provincia al terzo posto in Italia per flessione più marcata.
La variazione non è omogenea sul territorio nazionale: solamente alcune grandi aree metropolitane — tra cui Milano, Torino e Genova — e poche province hanno registrato perdite maggiori in valore assoluto. In confronto percentuale, Modena è preceduta solo da Asti (-10,3%) e Biella (-8,9%).
Perché è successo: inflazione, mutui e spostamento degli investimenti
Secondo le analisi di Confesercenti, più fattori spiegano l'assottigliamento della liquidità disponibile sui conti correnti delle famiglie modenesi:
- l'erosione del potere d'acquisto legata all'inflazione;
- l'aumento dei costi fissi e il maggiore onere dei mutui dovuto all'incremento dei tassi;
- lo spostamento di una parte del risparmio verso strumenti finanziari percepiti come più redditizi.
In particolare, nell'ultimo periodo i rendimenti e la domanda hanno sostenuto strumenti come i titoli di Stato (+10,4%) e i fondi comuni (+7,3%), che hanno assorbito risorse che in passato rimanevano più liquide sui conti.
"I dati di Banca d'Italia — afferma Mauro Rossi, presidente provinciale Confesercenti Modena — confermano purtroppo una tendenza preoccupante: la perdita di oltre un miliardo di euro dai conti correnti delle famiglie che non rappresenta soltanto un riposizionamento finanziario, ma il segnale tangibile dell'erosione del potere d'acquisto."
Impatto sul commercio locale e sulla domanda
La riduzione della liquidità si traduce rapidamente in comportamenti di spesa più cauti: con meno "cuscinetto" sui conti correnti, le famiglie tendono a rimandare o ridurre acquisti non essenziali. Per il tessuto economico modenese — dove piccole e medie imprese, botteghe e ristorazione contano su consumi di prossimità — questo si traduce in minori incassi e in una pressione aggiuntiva su attività già alle prese con costi operativi elevati.
Va segnalato un paradosso: il numero di conti correnti attivi in provincia è cresciuto, raggiungendo le 683.605 unità (+14,4% rispetto al 2019), ma la giacenza media per conto è calata in modo significativo, evidenziando un cambiamento nella qualità del risparmio più che nella sua diffusione.
Tabella riepilogativa dei principali indicatori
| Indicatore | Valore riportato |
|---|---|
| Perdita di giacenze (2022-2026) | 1,051 miliardi € |
| Giacenze totali attuali | circa 13 miliardi € |
| Calo percentuale | -7,7% |
| Conti correnti attivi | 683.605 (+14,4% vs 2019) |
| Rendimenti/strumenti in crescita | Titoli di Stato +10,4% | Fondi comuni +7,3% |
Che cosa cambia per i cittadini e per le imprese
Per le famiglie modenesi la principale conseguenza è una capacità di spesa ridotta nelle spese quotidiane e nel tempo libero. Per le attività commerciali si profila un rischio concreto di calo del fatturato, in particolare per quei settori legati ai consumi discrezionali: ristorazione, commercio al dettaglio e servizi. Le associazioni di categoria evidenziano come la minore liquidità corrente non sia solo un dato finanziario, ma un indicatore delle difficoltà reali nelle economie domestiche.
Le autorità locali, le associazioni di imprese e gli istituti di credito saranno chiamati a monitorare l'evoluzione delle giacenze e a promuovere strumenti di supporto e di fiducia per evitare ripercussioni durature sul tessuto economico provinciale.
We News — Corrispondenza dalla provincia di Modena