Allarme sul futuro industriale del Materano
Un segnale di forte preoccupazione arriva dalla UGL Matera dopo gli esiti del confronto al MIMIT. Il sindacato parla senza mezzi termini di un passaggio che segna una discontinuità grave e che potrebbe tradursi in una perdita significativa per il tessuto produttivo della provincia di Matera e, più in generale, della Basilicata. Al centro della critica, le prospettive di chiusura di stabilimenti e di trasferimento di produzioni legate al gruppo Natuzzi, con ripercussioni potenzialmente estese su occupazione e indotto.
Le parole del sindacato
"Quanto emerso al tavolo del MIMIT rappresenta una rottura gravissima e non può essere derubricato a un semplice passaggio negoziale. Il mancato accordo apre uno scenario pesantissimo e conferma, senza più margini di dubbio, il rischio concreto di un depauperamento industriale e occupazionale del territorio materano."
Nella nota, il segretario provinciale Pino Giordano evidenzia come l'eventuale riorganizzazione delle produzioni, con spostamenti fuori regione, rischi di privare il territorio di uno dei suoi principali motori economici. Il quadro, secondo il sindacato, supererebbe la dimensione di una semplice vertenza aziendale e assumerebbe il carattere di una questione di interesse pubblico e sociale.
Impatto locale e indotto a rischio
La preoccupazione si concentra non solo sui lavoratori direttamente coinvolti, ma anche sull'insieme delle attività che gravitano attorno alla filiera. UGL Matera richiama l'attenzione su una platea ampia di soggetti colpiti da un possibile arretramento industriale nell'area materana, in un contesto già segnato da dinamiche di spopolamento e precarietà.
- Occupazione diretta e famiglie dei lavoratori
- Imprese dell’indotto e fornitori
- Autotrasportatori e logistica
- Stabilità economica complessiva del territorio
Secondo UGL, ogni posto di lavoro perso in Natuzzi avrebbe effetti a catena sull’economia locale, con ricadute su consumi, servizi e tenuta demografica. Il timore espresso è che l’assenza di contromisure immediate alimenti una dinamica di desertificazione industriale nel Mezzogiorno, di cui Matera rischierebbe di diventare emblema.
Richiesta di una risposta istituzionale
La sigla sindacale sollecita una presa di posizione chiara e vincolante da parte delle istituzioni, chiamando in causa la Regione Basilicata, i parlamentari del territorio, la Provincia e i Comuni. L’obiettivo è ottenere impegni verificabili sulla permanenza delle produzioni e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali nel Materano, con un coinvolgimento diretto del Governo e dell’azienda.
| Richieste UGL | Obiettivo |
|---|---|
| Posizione unitaria di Regione, Province e Comuni | Tutela occupazione e produzioni |
| Impegni vincolanti di Governo e azienda | Stabilità industriale nel Materano |
| Riconvocazione urgente del tavolo MIMIT | Ripresa del confronto con esiti concreti |
Verso la riconvocazione del tavolo
UGL Matera annuncia la richiesta di una riconvocazione urgente del tavolo ministeriale, considerata una tappa imprescindibile per riaprire la discussione su basi solide e scongiurare decisioni irreversibili. L'appello, nel merito, punta a congelare mosse unilaterali e a rimettere al centro una strategia industriale rispettosa delle specificità e delle competenze maturate nel territorio.
Uno snodo cruciale per l’economia locale
La vertenza, per come delineata dal sindacato, rappresenta uno snodo per l’economia materana. Il rischio di un arretramento produttivo si somma a fragilità strutturali già note, amplificando l’urgenza di misure tempestive. Evitare la dispersione di competenze e capitali umani formati in decenni di attività, preservare la capacità manifatturiera e garantire previsione agli operatori della filiera sono gli obiettivi richiamati con forza. Il prosieguo della vicenda dipenderà dalla rapidità con cui le parti torneranno al confronto e dalla concretezza degli impegni che ne deriveranno.