Un incontro per custodire parole, canti e riti della comunità
Mercoledì 12 agosto 2026, alle 20.30, la Chiesa Madre di Grassano ospiterà una serata dedicata alla figura e all'opera del professor Domenico Bolettieri, docente e studioso nato a Grassano il 17 ottobre 1928. L'iniziativa si propone di valorizzare il lavoro di raccolta e trascrizione delle pratiche linguistiche, dei canti e dei saperi della civiltà contadina locale, che Bolettieri condusse nel corso della sua lunga attività di insegnante nel paese.
«Le parole sono pietre», ricordava Carlo Levi; Bolettieri ha cercato di preservare le parole, i modi e le storie che rischiavano di scomparire.
Insegnante prima nelle scuole elementari e poi nella scuola media di Grassano per quasi quarant'anni, Bolettieri svolse una ricerca paziente sulla storia locale, raccogliendo proverbi, preghiere, rituali del fidanzamento e del matrimonio, canti popolari, usi agricoli e documenti d'archivio che hanno restituito un'immagine articolata della vita quotidiana e delle trasformazioni sociali del paese.
- Luogo: Chiesa Madre, Grassano
- Data e ora: 12 agosto 2026, ore 20.30
- Organizzazione dell'incontro: saluti di don Giuseppe Daraio e del sindaco; moderatore dell'evento sarà Innocenzo Pontillo
Tra le opere citate nell'evento figurano pubblicazioni con cui Bolettieri ricostruì aspetti linguistici e storici del paese: Grassano, ieri, pubblicato originariamente nel 1987 e ripubblicato in una seconda edizione nel 2008; Grassano: storia di un casale (prima edizione 1991, seconda edizione 2005) e La nostra terra (2009). Questi testi costituiscono una testimonianza diretta della sua scelta di mettere per iscritto i saperi orali, rendendoli accessibili alle generazioni successive.
Il lavoro di Bolettieri si inserisce nel più ampio impegno di conservazione della microstoria: attraverso carte e parole raccolte sul territorio, lo studioso è riuscito a ricollegare la vicenda locale ai grandi snodi storici del Mezzogiorno, trattando temi come la signoria dei Cavalieri di Malta, i moti del 1820 e del 1848 e il fenomeno del brigantaggio.
Per la comunità di Grassano la serata rappresenta un momento di riflessione sulla necessità di conservare memorie e lingue locali, oggi spesso affidate alla sola voce degli anziani. L'incontro permetterà anche di confrontarsi sul valore pratico del lavoro di documentazione: mettere per iscritto parole, proverbi, canti e rituali significa infatti preservare informazioni che altrimenti rischierebbero di andare perdute con il progressivo cambiamento delle abitudini sociali.
| Elemento | Dettagli |
|---|---|
| Data | 12 agosto 2026 |
| Ora | 20.30 |
| Luogo | Chiesa Madre, Grassano |
| Interventi | Saluti di don Giuseppe Daraio e del sindaco; moderazione a cura di Innocenzo Pontillo |
La serata non si limita a celebrare una personalità: si propone come occasione concreta per riportare al centro dell'attenzione pubblica la lingua e gli usi locali, invitando la cittadinanza a riflettere su come conservare e trasmettere questo patrimonio immateriale. Per chi ha familiarità con il lavoro dello studioso, sarà un momento per rivedere materiali e ricordi; per le nuove generazioni, un'opportunità per conoscere frammenti della storia locale che difficilmente emergono nei programmi scolastici tradizionali.
Nel territorio materano iniziative simili possono favorire percorsi di valorizzazione culturale e turistica legati all'identità dei singoli borghi: dalla registrazione di testimonianze orali a progetti scolastici che integrino la memoria locale nei curricula. La serata del 12 agosto rappresenta dunque un invito alla comunità di Grassano a misurarsi con il proprio passato per costruire strumenti di conoscenza condivisa.