Rito, memoria e presenza istituzionale alla festa patronale
Nel Santuario di Castelmagno, nella Valle Grana, si è rinnovato anche quest'anno il tradizionale gesto istituzionale della Provincia di Cuneo: il Gonfalone ufficiale è stato portato in processione, guidato dal presidente Luca Robaldo, in occasione delle celebrazioni per la festa di San Magno.
La partecipazione della Provincia riprende un gesto che ha radici storiche consolidate: nel 1957 l'allora presidente Giovanni Giraudo firmò davanti al quadro votivo custodito nella chiesa l'atto di consacrazione della Granda a Maria Assunta. Quel valore simbolico è stato richiamato durante la giornata, che ha previsto la prima messa, la processione e la solenne funzione religiosa officiata dal vescovo di Cuneo-Fossano, monsignor Piero Delbosco.
Chi ha partecipato e come si è svolta la cerimonia
- Autorità civili e militari locali hanno preso parte alla processione;
- Le compagnie di fede provenienti da Bernezzo, Borgo San Dalmazzo e da tutta la vallata hanno accompagnato il rito;
- La giornata è stata incentrata su momenti di preghiera, memoria e incontro comunitario.
Il presidente Robaldo ha sintetizzato il significato della presenza provinciale con parole rivolte alla comunità presente, sottolineando il valore unificante della festa. In particolare ha dichiarato il ruolo della Provincia nel mantenere vivo il legame con un luogo considerato simbolo della montagna cuneese:
«La festa di San Magno rappresenta un appuntamento che unisce fede, tradizione e senso di comunità. Essere presenti come Provincia significa confermare un legame storico con questo luogo simbolo della nostra montagna e con le persone che ogni anno vi si ritrovano per condividere un momento di spiritualità e di memoria». — Luca Robaldo
Il momento della memoria
Durante la celebrazione è stato riservato uno spazio al ricordo dei giovani vittime del tragico incidente avvenuto a Castelmagno nell'agosto del 2020: Marco Appendino, Camilla Bessone, Samuele Gribaudo e i fratelli Nicolò ed Elia Martini. Il commosso omaggio ha ribadito il carattere collettivo della commemorazione, richiamando l'attenzione della comunità sulla fragilità e sull'importanza della solidarietà territoriale.
| Evento | Partecipanti principali |
|---|---|
| Festa di San Magno | Fedeli, autorità civili e militari, compagnie da Bernezzo e Borgo San Dalmazzo |
| Presenza istituzionale | Provincia di Cuneo (Gonfalone), presidente Luca Robaldo |
| Funzione religiosa | Vescovo di Cuneo-Fossano, mons. Piero Delbosco |
La celebrazione ha dunque avuto duplice valenza: rito devozionale e momento pubblico, dove la Provincia ha voluto rimarcare il proprio ruolo di soggetto che connette istituzione e comunità montana.
Conseguenze e valore locale
Per gli abitanti della provincia la rinnovata sottolineatura del vincolo con il Santuario è significativa su più piani: conferma la centralità del luogo nella vita religiosa e culturale della valle, rafforza i rapporti istituzionali tra enti locali e comunità montane e alimenta la memoria collettiva sui fatti dolorosi che hanno coinvolto famiglie e residenti. La partecipazione delle compagnie provenienti dai paesi limitrofi ribadisce inoltre l'importanza della festa come occasione di aggregazione territoriale.
Resta intanto l'eco del gesto simbolico: il Gonfalone in processione e la firma che ricordava l'atto del 1957 hanno riportato l'attenzione sui legami storici e sulle pratiche condivise che tengono insieme la provincia e le sue comunità montane.