Operazione delle Fiamme Gialle, indagine su rete che operava in più province
La Guardia di Finanza di Udine ha portato a termine un'operazione che ha smantellato un'organizzazione dedita al traffico di stupefacenti attiva in diversi comuni delle province di Trieste, Udine e Gorizia. Nel mirino degli investigatori sono finite 24 misure cautelari: 9 custodie in carcere, 14 arresti domiciliari e 1 obbligo di dimora. Sono state inoltre eseguite perquisizioni nei confronti di 49 indagati.
L'indagine ha ricostruito una struttura articolata nello spaccio di varie sostanze, gestita da più gruppi sul territorio. Al vertice è stato individuato un uomo di nazionalità slovena, ritenuto di «forte levatura criminale», attualmente detenuto all'estero e già noto alle forze dell'ordine per omicidio, per il quale ha scontato 16 anni, oltre che per reati collegati al traffico di stupefacenti. Tra gli indagati figurano anche tre italiani poco più che ventenni che, secondo gli inquirenti, organizzavano e promuovevano le singole piazze di spaccio gestite in autonomia.
Materiale sequestrato e pericolosità dell'organizzazione
Nel corso delle attività sono stati sequestrati ingenti quantitativi di sostanze e numerosi strumenti utilizzati per lo spaccio e la protezione dalle intercettazioni. In particolare sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro:
- Hashish, circa 11 kg;
- Marijuana, quasi 17 kg;
- Cocaina nelle diverse tipologie (bianca, rosa e nera), oltre 6 kg;
- Sostanze da taglio per un peso di 1,5 kg e droghe sintetiche;
- materiale per pesatura e confezionamento, telefoni e sim card;
- strumenti per eludere intercettazioni: 4 scanner anti-intercettazione;
- armi e strumenti contundenti: due revolver con cartucce e silenziatori, quattro pistole a salve, numerosi coltelli, due katane, un machete, un taser e una balestra da tiro.
| Tipo | Quantità sequestrata |
|---|---|
| Hashish | ~11 kg |
| Marijuana | ~17 kg |
| Cocaina (varie tipologie) | >6 kg |
| Sostanze da taglio | 1,5 kg |
Modalità operative e presenza sui social
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni membri del gruppo pubblicavano contenuti sui social network che rimandavano a iconografie di serie tv sui criminali e a riferimenti alla musica trap. Tale attività di visibilità digitale era probabilmente correlata a una strategia comunicativa interna che mirava anche a legittimare l'immagine del gruppo presso giovani affiliati e consumatori.
Le indagini, coordinate dalla Guardia di Finanza, hanno quindi un duplice rilievo: oltre a interrompere canali di approvvigionamento e distribuzione di droghe, hanno anche messo in luce strumenti e modalità che aumentano la pericolosità dell'organizzazione, come la disponibilità di armi e dispositivi anti-intercettazione.
Per la cittadinanza della provincia di Udine l'operazione rappresenta un intervento significativo sul fronte della sicurezza pubblica: la rimozione dal territorio di quantitativi rilevanti di stupefacenti e di armi contribuisce a ridurre rischi concreti di escalation criminale e di violenza connessa allo spaccio.
Le indagini proseguono per chiarire ruoli e responsabilità di tutti gli indagati, l'origine delle sostanze sequestrate e i canali di rifornimento internazionali utilizzati dall'organizzazione.