Un rincaro che colpisce isole, turismo e pendolari
La piena operatività della Delibera n. 3 adottata dal Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, entrata in vigore il 1° luglio, ha suscitato la forte reazione di Federalberghi Isole Minori Sicilia e di Confesercenti Trapani. Le associazioni mettono in guardia sul possibile impatto economico e sociale per le comunità insulari del territorio provinciale.
Secondo i rappresentanti delle organizzazioni di categoria, la rimodulazione al rialzo dei diritti portuali riguarda passeggeri, automezzi e merci in quasi tutti gli scali del sistema portuale e rischia di tradursi in un automatico aumento dei prezzi dei biglietti e dei beni di prima necessità per chi vive e lavora sulle isole.
- Costi diretti: la delibera prevede, tra l'altro, l'introduzione di un contributo portuale pari a 2,00 euro a passeggero e a oltre 3,00 euro per il trasporto di automezzi, secondo quanto segnalato dalle associazioni.
- Effetti sulla filiera turistica: gli operatori temono una perdita di competitività delle strutture ricettive e delle attività commerciali, proprio nella stagione estiva.
- Mobilità dei residenti: rischiano di essere penalizzati i pendolari e i lavoratori che quotidianamente utilizzano i collegamenti marittimi.
Federalberghi e Confesercenti evidenziano inoltre una questione di rappresentanza: le comunità delle isole minori, tra cui i Comuni di Favignana e altri territori insulari, sono esclusi dagli organismi decisionali dell’Autorità, secondo le associazioni, con ciò impedendo una valutazione che tenga conto delle specificità locali.
“Ci troviamo davanti a un paradosso economico e a un grave danno per l'intero comparto turistico, commerciale e sociale”,
dichiarano congiuntamente Christian Del Bono, Presidente di Federalberghi Isole Minori, e Giuseppe Mineo, Delegato per le Isole Minori di Confesercenti Trapani. Le associazioni sottolineano che i visitatori già versano il Contributo di Sbarco ai bilanci comunali e che l'introduzione di nuovi oneri portuali configurerebbe una forma di doppia imposizione.
Per gli operatori locali la preoccupazione è concreta: se i maggiori diritti portuali fossero trasferiti direttamente sul prezzo dei biglietti o sulle merci, le ricadute potrebbero manifestarsi entro breve tempo, comprimendo i margini delle imprese turistiche e commerciali e aumentando il costo della vita per i residenti delle isole.
Resta aperta la questione della destinazione delle maggiori entrate e della loro congruenza rispetto agli investimenti motivati dall'Autorità, come le spese per sistemi di vigilanza e infrastrutture. Le associazioni contestano che tali interventi siano calibrati soprattutto sulle esigenze dei grandi scali o dei transiti crocieristici, a scapito dei piccoli approdi di interesse locale.
| Voce | Importo segnalato |
|---|---|
| Diritti portuali per passeggero | 2,00 euro |
| Diritti portuali per automezzo | oltre 3,00 euro |
Le organizzazioni chiedono interventi mirati di tutela per le isole minori e sollecitano un confronto articolato che tenga conto del principio costituzionale dell'abbattimento dei costi della distanza (Art. 119 Cost.). Dal territorio parte l'appello a una revisione differenziata delle tariffe, che non trasferisca integralmente i maggiori oneri sui cittadini, sui pendolari e sulle attività economiche locali.