Notte di disagi a Trapani Birgi
La chiusura dello scalo di Catania in conseguenza dell'attività vulcanica dell'Etna ha riversato su Trapani Birgi un consistente numero di passeggeri dirottati su voli Ryanair, molti dei quali hanno dovuto trascorrere la notte all'interno dell'aeroporto per mancanza di collegamenti immediati verso la destinazione finale.
Secondo le testimonianze raccolte, si tratta di quasi 1.400 persone complessivamente coinvolte nei trasferimenti. In assenza di alternative rapide, numerosi viaggiatori hanno dormito a terra o sulle sedute delle sale d'imbarco, riparandosi con le coperte termiche e usufruendo soltanto dell'acqua distribuita dal punto di primo soccorso della Protezione civile.
- Assistenza minima a terra: bottigliette d'acqua e coperte termiche fornite dalla Protezione civile;
- Trasporti via terra tardivi e insufficienti rispetto al numero di persone da spostare;
- Tensione tra passeggeri e forze dell'ordine per la frustrazione accumulata durante la notte.
Più passeggeri hanno riferito che «nessuna informazione arrivava dalla compagnia aerea»; tra i testimoni contattati figurano anche persone che dovevano rientrare a Catania da voli internazionali e che si sono trovate bloccate a Trapani fino alle prime ore del mattino.
«Sarebbe dovuto rientrare da Bucarest via Malta a Catania… il volo è stato dirottato a Trapani. Abbiamo trascorso la notte in aeroporto, senza alcuna assistenza se non una bottiglietta d'acqua e qualche copertina termica»
Due autobus sono partiti entro la serata, mentre altri mezzi — parte di un contingente annunciato in dodici unità — sono arrivati soltanto nella mattina successiva. Alcuni passeggeri hanno denunciato momenti di forte esasperazione che hanno quasi degenerato in scontri, e interventi della polizia sono stati necessari per mantenere l'ordine.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Passeggeri coinvolti | ~1.400 |
| Autobus annunciati | 12 |
| Autobus partiti nella serata | 2 |
Per Trapani la situazione ha evidenziato i limiti logistici nel gestire flussi imprevisti di passeggeri: le strutture d'attesa non sono state in grado di offrire condizioni dignitose per tutta la notte, e la comunicazione ai viaggiatori da parte della compagnia aerea è stata giudicata insufficiente da più testimonianze.
Le ripercussioni riguardano non solo i viaggiatori, ma anche i servizi locali: personale di emergenza, punti di primo soccorso e forze dell'ordine hanno dovuto sostenere un carico operativo prolungato, mentre il traffico verso Catania si è concentrato sulle poche corse disponibili, allungando i tempi di percorrenza per chi ha scelto di rientrare via terra.
Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali da parte della compagnia aerea rivolte ai media locali né comunicazioni da parte dell'autorità aeroportuale di Trapani in merito a un bilancio complessivo degli assistiti. Resta aperta la questione della pianificazione e del coordinamento tra compagnie, scali alternativi e Protezione civile in occasioni di emergenze come le chiusure temporanee degli aeroporti siciliani.