Suicidio al CPR di Palazzo San Gervasio e tensione nella struttura
È avvenuto il 10 agosto il decesso di un giovane cittadino tunisino all'interno del Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) di Palazzo San Gervasio. La notizia, confermata tramite la nota diffusa dal SIULP di Potenza, ha suscitato cordoglio e aperture di un confronto sulle condizioni operative della struttura.
Il sindacato di polizia ha espresso il proprio dolore per l'accaduto e ha rivolto una ferma censura agli episodi di violenza verificatisi nelle ore successive, che hanno determinato un bilancio di feriti tra le forze dell'ordine. Nella nota il SIULP afferma la necessità di decisioni chiare e di un intervento immediato sugli organici per garantire la gestione e la sicurezza dell'area.
"La nostra Organizzazione Sindacale esprime il proprio profondo cordoglio per la tragica morte del giovane tunisino"
Il comunicato sottolinea come la complessità della gestione del CPR richieda competenze specifiche e una presenza uniforme di personale. Viene inoltre segnalata l'assenza di figure dirigenziali («Funzionari») aggregate alla struttura, ritenute fondamentali per la gestione sul campo.
- Data dell'evento: 10 agosto
- Luogo: CPR di Palazzo San Gervasio (provincia di Potenza)
- Richiesta del sindacato: immediato potenziamento degli organici e azioni concrete per la sicurezza
Il SIULP lamenta da tempo la carenza numerica del personale rispetto alla capienza della struttura e richiama l'attenzione sulle conseguenze per la sicurezza degli operatori. Nella nota vengono citati numeri che aiutano a comprendere la situazione attuale del centro: la capienza autorizzata è indicata in 116 posti, con 105 presenti al momento della segnalazione.
| Struttura | Capienza | Occupanti al momento |
|---|---|---|
| CPR Palazzo San Gervasio | 116 | 105 |
| CPR Macomer (citato a titolo esemplificativo) | 50 | 16 |
Alla luce della tragedia il sindacato ribadisce la necessità di interventi concreti e non di semplici dichiarazioni formali. La richiesta riguarda in particolare l'aggregazione di personale con funzioni direttive, ritenuta essenziale per affrontare criticità e proteste all'interno del centro senza che queste degenerino in episodi violenti.
Per la comunità locale e per gli operatori impiegati nella struttura la vicenda apre interrogativi sul livello di tutela e sulle risorse disponibili. La nota del SIULP conclude esprimendo solidarietà al personale ferito e chiedendo alle istituzioni una risposta tempestiva e organica.
Restano aperti i quesiti su eventuali accertamenti in corso, attività investigative e sulla presa in carico dei familiari della vittima. Anche per questo motivo le autorità competenti saranno chiamate nelle prossime ore a fare chiarezza sulle dinamiche dell'accaduto e sulle misure di prevenzione da adottare per evitare il ripetersi di eventi analoghi.
Nel frattempo la comunità di Palazzo San Gervasio e la provincia di Potenza seguono con attenzione le evoluzioni della vicenda e le risposte che potranno emergere dalle sedi istituzionali competenti.