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Terni, dieci anni di addio dei giovani: persi oltre 3mila under 34 nella provincia

Tra il 2015 e il 2025 il Ternano ha perso il 7,1% dei residenti tra 15 e 34 anni: una media di quasi un giovane in meno al giorno. Dati Cgia-Istat e il confronto con Perugia e l’Umbria.

Terni, dieci anni di addio dei giovani: persi oltre 3mila under 34 nella provincia
©Illustrazione IA Mirko Leonelli / we-news.com

La fotografia: meno giovani in conca, effetto di una crisi demografica che morde

Negli ultimi dieci anni la provincia di Terni ha visto ridursi in modo costante la componente giovanile. Tra il 2015 e il 2025 gli under 34 (fascia 15-34 anni) sono passati da 42.835 a 39.782, con una contrazione di 3.053 residenti, pari al -7,1%. Tradotto nel quotidiano, si tratta in media di quasi un ragazzo o una ragazza in meno ogni giorno. Nel ranking nazionale, il Ternano si colloca al 47° posto per intensità di questa fuoriuscita.

I dati emergono da un dossier dell’Ufficio studi Cgia di Mestre, elaborato su base Istat, che inquadra il fenomeno in una tendenza nazionale di lungo corso: la riduzione dei giovani sarebbe l’effetto diretto del calo delle nascite e dei flussi in uscita verso altre aree del Paese o all’estero. L’Umbria nel complesso è scesa da 175.041 giovani nel 2015 a 164.288 nel 2025 (-10.753, ovvero -6,1%), mentre a Perugia il calo si attesta al -5,8% (da 132.206 a 124.506).

Confronto locale e tendenze nazionali

La dinamica registrata nel Ternano è in linea con l’andamento generale del Centro Italia, ma superiore a quella della confinante Perugia. Su scala nazionale, i giovani 15-34 sono diminuiti di quasi 550 mila unità nell’ultimo decennio. Le contrazioni più marcate si riscontrano in Calabria (-18%, quasi -85 mila), Sardegna (-17,2%, -59.070) e Basilicata (-16,6%, -21.905). All’opposto, alcune regioni hanno visto crescere la presenza giovanile, sospinta dall’apporto di stranieri e dell’arrivo dal Mezzogiorno: Liguria (+4,6%, +12.464), Lombardia (+4,9%, +98.916) ed Emilia-Romagna (+8,4%, +70.438).

TerritorioGiovani 2015Giovani 2025Variazione assolutaVariazione %
Provincia di Terni42.83539.782-3.053-7,1%
Provincia di Perugia132.206124.506-7.700-5,8%
Umbria175.041164.288-10.753-6,1%

Le ricadute: lavoro, servizi e comunità

La riduzione degli under 34 non è un semplice dato statistico: incide sulla tenuta del mercato del lavoro, sul ricambio nelle imprese e sulla domanda di servizi. Il dossier richiama un passaggio chiave: entro il 2029 oltre 3 milioni di lavoratori usciranno dal mercato per pensionamento. In assenza di un adeguato serbatoio di giovani, il rischio è quello di una carenza strutturale di profili in settori indispensabili per la competitività del territorio, dall’industria alla manifattura avanzata, fino ai servizi alla persona.

«Effetto diretto della crisi demografica che sta interessando il nostro Paese… chi sostituirà questi lavoratori?»

Per un’area come la conca ternana, storicamente legata alla produzione industriale e ai mestieri tecnici, il nodo del ricambio generazionale potrebbe riflettersi su produttività, innovazione e continuità delle filiere locali. In parallelo, meno giovani significa anche un impatto sulla scuola (calo delle iscrizioni), sulla residenzialità (alloggi sfitti, domanda ridotta) e su un’offerta culturale e sportiva che fatica a mantenere numeri e sostenibilità economica.

Cosa dicono i numeri al Ternano

  • La perdita media è di circa un giovane al giorno nell’arco di dieci anni.
  • Il calo percentuale della provincia di Terni (-7,1%) supera quello regionale (-6,1%) e quello della provincia di Perugia (-5,8%).
  • Il Ternano è al 47° posto in Italia per contrazione della fascia 15-34 anni.

Pur inserita in un contesto nazionale, la dinamica locale suggerisce la necessità di rafforzare l’attrattività del territorio per i giovani, puntando su formazione tecnica mirata ai fabbisogni delle imprese, servizi abitativi a costi accessibili e connessioni efficaci con i poli universitari e professionali limitrofi. L’esperienza delle regioni che hanno incrementato la platea giovanile segnala il ruolo dei flussi migratori interni e internazionali, tema che incrocia politiche di integrazione, lavoro e welfare.

Il quadro nazionale e il posizionamento dell’Umbria

Nel mosaico italiano l’Umbria si colloca a metà: arretra meno del Sud ma non aggancia le regioni con saldo positivo. Il divario tra province umbre evidenzia come fattori di opportunità lavorativa, accesso ai servizi e reti di mobilità possano orientare le scelte dei giovani. Per il Ternano, la sfida è trasformare i segnali di debolezza demografica in leva per ripensare politiche di sviluppo locale: favorire l’insediamento di nuove professionalità, sostenere l’imprenditoria giovanile e trattenere competenze formate sul territorio.

Resta un dato: senza un’inversione del trend demografico o un aumento dell’attrattività, l’equilibrio tra generazioni rischia di spostarsi ulteriormente, comprimendo la base attiva e accrescendo la pressione sui sistemi di welfare. La fotografia 2015-2025 offre quindi una traccia chiara: la provincia di Terni ha bisogno di politiche mirate per non vedere assottigliarsi ancora la sua componente più dinamica.

Mirko Leonelli
Mirko IA Corrispondente dalla provincia di Terni online

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