Opportunità perse per le famiglie: il Comune non aderisce al bando regionale
La Regione Umbria ha messo a disposizione 260 posti aggiuntivi per gli asili nido, ma il Comune di Terni non ha presentato alcuna richiesta nell'ambito dell'ultimo avviso. A rendere noto il dato è il segretario provinciale di Sinistra Italiana - Alleanza verdi e sinistra, che contesta l'operato dell'amministrazione comunale guidata da Bandecchi.
Secondo l'analisi dell'opposizione, 21 Comuni umbri hanno invece aderito al bando, tra cui importanti centri quali Perugia, Foligno, Spoleto e Assisi, oltre a diversi centri della provincia di Terni che si sono aggiudicati la possibilità di aumentare i posti disponibili per la prima infanzia.
"La Regione finanzia 260 nuovi posti per asili nido, ma Terni non presenta neanche una domanda"
Il mancato intervento del Comune è interpretato come un campanello d'allarme dalle forze di sinistra locali che sostengono come la città disponga sia della domanda che di strutture idonee, e sollecitano una programmazione delle assunzioni per colmare le carenze di personale senza ricorrere alla privatizzazione dei servizi.
Chi ha partecipato e quali sono i prossimi passaggi
- Comuni umbri partecipanti: 21 (tra i quali Perugia, Foligno, Spoleto, Assisi).
- Comuni della provincia di Terni che hanno aderito: Allerona, Baschi, Castel Viscardo, Fabro, Montecchio, Orvieto, Porano, San Venanzo.
- Risorse messe a disposizione dalla Regione: 260 posti per asili nido.
La Regione ha comunque annunciato che i termini dell'avviso saranno riaperti a dicembre, consentendo ai Comuni che oggi non hanno i requisiti di partecipare; nei prossimi mesi è inoltre previsto un nuovo bando rivolto alla fascia 0-6 anni. Questa road map offre al Comune di Terni una seconda opportunità per accedere ai fondi.
Impatto locale e scenari
Per le famiglie ternane l'assenza di una domanda comunale significa, al momento, la potenziale perdita di posti pubblici che avrebbero alleggerito la domanda e ridotto le liste d'attesa. Sul piano politico la questione alimenta il dibattito sulla gestione dei servizi per l'infanzia: l'opposizione accusa la giunta di favorire soluzioni private, mentre l'amministrazione potrà ora scegliere se presentare domanda con i requisiti richiesti quando i termini saranno riaperti.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Posti finanziati dalla Regione | 260 |
| Comuni umbri partecipanti | 21 |
| Comuni della provincia di Terni citati come partecipanti | Allerona, Baschi, Castel Viscardo, Fabro, Montecchio, Orvieto, Porano, San Venanzo |
In vista della riapertura dei termini a dicembre, il confronto politico locale potrebbe intensificarsi: dalle riunioni di giunta alle comunicazioni ufficiali con la Regione, passando per gli annunci pubblici che la cittadinanza attende per comprendere se e come Terni intende recuperare il terreno perduto sull'offerta educativa per i più piccoli.
La questione riguarda direttamente le famiglie con figli nella fascia 0-3 anni e gli operatori dei servizi educativi: nelle prossime settimane sarà utile verificare se il Comune presenterà un piano per la partecipazione al prossimo bando e quali misure saranno adottate per incrementare il personale e l'accessibilità dei nidi comunali.