Reggenze in aumento nella provincia: 8 scuole su 31 senza dirigente titolare
Alla vigilia dell'apertura ufficiale dell'anno scolastico, la fotografia pubblicata dall'Ufficio scolastico regionale della Lombardia evidenzia un fenomeno che interessa in modo crescente le istituzioni scolastiche della provincia di Sondrio. Per il 2026-2027 sono otto gli istituti affidati a un dirigente reggente su un totale di 31, pari al 25,8% delle scuole del territorio.
Si tratta di incarichi annuali e temporanei che riguardano ambiti diversi della provincia, dalla Alta Valle alla Valchiavenna, passando per i poli di Morbegno, Ponte e la Bassa Valle. L'incremento è marcato rispetto all'anno scorso, quando le reggenze erano cinque: tre incarichi in più che corrispondono a un aumento del 60%.
- Totale istituti in provincia: 31
- Istituti con reggenza 2026-2027: 8 (25,8%)
- Istituti con reggenza 2025-2026: 5
Le reggenze impongono ai dirigenti incaricati di dividere tempo, energie e responsabilità tra più sedi, talvolta distanti chilometri tra loro. Nel dettaglio, due reggenze sono state attribuite a Bormio: il comprensivo Martino Anzi sarà guidato da Mara Sardella, già titolare del comprensivo di Teglio, mentre l'istituto di istruzione superiore Alberti è stato affidato a Roberta Brandimarte, proveniente dal comprensivo di Livigno. A Chiavenna la reggenza riguarda il professionale Crotto Caurga, affidato a Ottavio D'Addea, titolare al Da Vinci.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Istituti totali | 31 |
| Reggenze 2025-2026 | 5 |
| Reggenze 2026-2027 | 8 |
| Incremento | +3 (60%) |
Per le comunità locali la presenza di dirigenti part-time comporta alcuni effetti concreti: rallentamenti nelle decisioni amministrative, difficoltà nella programmazione educativa e in alcuni casi limitazioni nella capacità di seguire progetti di ampliamento dell'offerta formativa. Il modello della reggenza, pensato per tamponare situazioni temporanee, appare invece consolidarsi come elemento strutturale nell'organizzazione scolastica provinciale.
Le reggenze assegnate per l'anno in partenza includono incarichi che si estenderanno su tutto il periodo scolastico. Questo evidenzia la natura non episodica del fenomeno e solleva interrogativi sulle risorse per la direzione scolastica e sui criteri di assegnazione delle figure apicali.
Le amministrazioni locali, i sindacati e le scuole monitoreranno l'andamento della situazione nelle prossime settimane, mentre famiglie e personale dovranno adattarsi a un avvio d'anno in cui le responsabilità dirigenziali saranno spesso ripartite su più sedi. Resta centrale per il territorio la necessità che l'Ufficio scolastico regionale e il ministero individuino soluzioni durature per garantire piena continuità gestionale ed educativa nelle scuole della Valtellina e della Valchiavenna.